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TRAVERSETOLO

Notte di terrore in villa, uno dei rapinatori patteggia 4 anni e 8 mesi

10 gennaio 2019, 06:00

Notte di terrore in villa, uno dei rapinatori patteggia 4 anni e 8 mesi

Professionisti molto abili. Ma soprattutto senza scrupoli. Erano entrati nella villetta in tre, tutti albanesi, armati e pronti a tutto, nella notte tra il 1º e il 2 giugno. Un piano studiato nei minimi dettagli, tanto da fruttare oltre 20mila euro e un bel bottino in gioielli. Uno dei rapinatori, insieme a una donna che presumibilmente aveva fatto da palo, era stato arrestato 48 ore dopo, mentre quello che è ritenuto il capo della banda era stato bloccato a Caserta nei giorni successivi. E, ieri, il primo, un giovane di 27 anni, ha patteggiato 4 anni e 8 mesi. Il giudice ha deciso anche di revocargli la condizionale per una precedente condanna del tribunale di Perugia. Se ne starà quindi in carcere e sconterà per intero anche la vecchia pena, mentre il capo della banda e la complice saranno giudicati nei prossimi mesi.

Per entrare nella villetta si erano arrampicati fino a una finestra del piano rialzato: la figlia della titolare dell'attività se li era trovati in camera. La donna era stata costretta a ubbidire, ma subito era accaduto l'imprevisto: anche la figlia 19enne che stava dormendo in camera sua si era svegliata. Nessuno, però, si era accorto di lei che - silenziosa e rapidissima - si era andata a chiudere in bagno e da lì aveva chiamato immediatamente il 112.

Intanto la madre è in balia dei rapinatori: due su tre impugnano una pistola. E' una situazione delicatissima: cresce la paura, e anche gli uomini della banda sono sempre più tesi. Le casseforti si trovano al piano di sotto, dove stanno dormendo gli anziani genitori della donna. Scendono giù e la costringono ad aprire la prima cassaforte. Non s'accontentano. «Ora apri l'altra», e lì il panico aumenta: la donna disperata dice che non ha le chiavi. Insistono, le legano i polsi dietro la schiena. Svegliano anche la madre, 72 anni, che per lo spavento ha un lieve malore.

Tutto, però, sembra funzionare alla perfezione per i rapinatori. Quando raggiungono la seconda cassaforte, le chiavi sono proprio lì, appese al quadro. Aprono e arraffano. Di dedicarsi alla terza non c'è tempo. Fuori dalla casa ci sono i carabinieri.

Il rischio è altissimo. La porta della villa è aperta, da fuori i carabinieri intravvedono gli incappucciati e le donne prigioniere. Gli albanesi corrono fuori puntando le pistole contro gli uomini in divisa. Che non possono certo rischiare l'incolumità degli ostaggi. Ma nemmeno i rapinatori si azzardano ad aprire il fuoco. Nessuno spara. Scappano a piedi. E molto probabilmente si vanno già a rifugiare nel casale, a un paio di chilometri, dove poche ore dopo vengono bloccati il 27enne e la donna.

r.c.

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