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COLORNO

Ponte sul Po, iniziano i lavori. Ma c'è l'incognita giudiziaria

10 gennaio 2019, 06:02

Ponte sul Po, iniziano i lavori. Ma c'è l'incognita giudiziaria

CRISTIAN CALESTANI

Operai che stendono le reti arancioni che delimitano l’area in cui si interverrà, camion che trasportano materiali e mezzi d’opera che sistemano il terreno per formare una strada di servizio. Quello che la Bassa Parmense e Cremonese attendono da 16 mesi sta compiendo i primi passi. È ufficialmente partito il cantiere per i lavori di sistemazione del ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore, chiuso dal 7 di settembre del 2017.

CANTIERE IN GOLENA

In questa fase si lavora soprattutto nell’area golenale del Comune di Colorno. A fianco dell’imbocco del ponte si sta creando, con materiale idoneo, quella che sarà la strada di cantiere che i mezzi potranno percorrere quando si inizierà concretamente con l’opera di «incerottamento», un'operazione che garantirà all’infrastruttura una vita utile di una decina d’anni.

VERSO IL PONTE NUOVO

Durante questi dieci anni, le istituzioni dovranno «pedalare» per raggiungere l’altro grande obiettivo: la progettazione e la realizzazione del ponte nuovo. Nel frattempo si procede, finalmente spediti, con le opere propedeutiche. «Da alcuni giorni – conferma la Provincia di Parma – sono iniziati i lavori di realizzazione delle piste di cantiere, di predisposizione degli impianti e delle strutture a servizio degli operai. Nel frattempo si sta procedendo, in stabilimento, con la lavorazione degli acciai speciali per la realizzazione dei portali di sostegno al ponte». Tutto è avviato, dunque. E l’auspicio, in primis dei pendolari, è che non vi siano ulteriori intoppi tecnico-burocratici.

L'INCOGNITA GIUDIZIARIA

In questo senso, decisiva potrebbe essere la giornata di oggi durante la quale è atteso il pronunciamento del Consiglio di Stato in merito alla richiesta di sospensiva dei lavori avanzata dall’associazione di imprese che aveva fatto ricorso, una richiesta che era già stata rifiutata dal Tar.

Si tratta, infatti, di un ulteriore tappa del lungo iter che aveva avuto inizio all’indomani dell’aggiudicazione dei lavori, da parte della Provincia di Parma, all’associazione di imprese Coimpa-Micheli Primo officine meccaniche. Il 6 dicembre era giunto il primo pronunciamento, quello del Tar di Parma, che aveva bocciato la richiesta di sospensiva dei lavori presentata dal ricorrente, l’associazione temporanea d’imprese for mata da Edilmecos, Lavori e costruzioni srl ed Edil 2000, riconoscendo il buon operato della Provincia, difesa dall’avvocato Paolo Michiara. A seguito di quel pronunciamento, i ricorrenti avevano avanzato una nuova istanza in via d’urgenza al Consiglio di Stato di Roma per chiedere che venisse riformata proprio l’ordinanza emessa dal Tar di Parma. Il Consiglio di Stato aveva però respinto l’istanza, fissandone la discussione nella camera di consiglio in programma oggi. Nell’emettere la propria valutazione il Consiglio di Stato aveva ritenuto che non vi fossero condizioni di «gravità ed urgenza» tali da giustificare lo stop preventivo, in attesa della discussione di oggi, di lavori così importanti. Superato quest’ultimo scoglio il cantiere avrebbe il via libera definitivo.

IL CALENDARIO DEI LAVORI

Il cronoprogramma parla di 150 giorni di lavori, per cui nella migliore delle ipotesi si potrebbe prevedere la riapertura del ponte prima dell’estate. Resterebbe poi l’«appuntamento» del 30 di aprile, quando sarà il Tar a pronunciarsi nel merito, ma per quella della data, se il Consiglio di Stato confermerà oggi quanto stabilito a dicembre, il più dei lavori dovrebbe già essere stato completato.

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