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IL DRAMMA

«La mia vita rovinata dall'incidente. Voglio risposte»

11 gennaio 2019, 06:01

«La mia vita rovinata dall'incidente. Voglio risposte»

Dalla mattina in cui è stata investita da un'auto in viale Basetti, la sua vita si è trasformata in un calvario, a causa delle ferite, delle fratture e dei traumi riportati in tutto il corpo, come racconta la stessa vittima in un'accorata lettera - inviata al sindaco Federico Pizzarotti e, per conoscenza, anche alla Gazzetta di Parma, che all'epoca dei fatti aveva riportato la notizia dell'investimento - per chiedere che venga fatta chiarezza, il prima possibile e per via giudiziaria, relativamente ad una vicenda che, al momento, non sembra avere sviluppi.

«Il 15, marzo 2017 alle ore 7,30, mentre attraversavo sulle strisce pedonali con la mia bicicletta viale Basetti (tra Inps e Teatro Due) per recarmi al lavoro, venivo urtata da una macchina (Suzuki Splash)», scrive Simona, 49 anni.

Nella lettera spedita al primo cittadino la donna ricostruisce anche la dinamica dell'incidente - sulla cui ricostruzione esatta sono in corso gli accertamenti da parte della procura - ricordando che al termine dell'investimento si trovava sotto l'auto, con il torace schiacciato da una ruota.

«Sono rimasta circa 20 minuti con la ruota della macchina sopra la schiena, sempre cosciente (un dolore disumano, insopportabile, ma che non potevo che sopportare) e la sensazione di morire perché non riuscivo a introiettare aria, fino a che i vigili del fuoco non sono riusciti ad estrarmi - racconta la donna -. Giunta al pronto soccorso con codice rosso mi è stata riscontrata la frattura multipla e scomposta di 15 coste, 2 pneumotorace, frattura del bacino, dell'osso sacro, dell'osso pubico, trauma cranico, 3 ernie espulse, escoriazioni ovunque. Ricoverata in Rianimazione, ho subito un pesantissimo intervento salvavita di stabilizzazione della parete toracica con 1 metro e mezzo di titanio». A questo, vanno aggiunti altri cinque interventi chirurgici, che hanno reso la sua vita un vero e proprio inferno.

Ora, quello che più l'addolora, è il non avere ancora una risposta definitiva sulla ricostruzione dell'accaduto, ed è per questo, per sensibilizzare le istituzioni, che si è rivolta al sindaco e alla Gazzetta.

«Ho bisogno di risposte credibili - conclude -. Ne ho bisogno perché della mia vita è rimasto ben poco (ero una sportiva iscritta al Cai: escursionismo, ferrate, alpinismo, sci, ma anche immersioni subacquee). Le mie invalidità, residue e permanenti, mi impediscono tali attività. Era bello usare la mia bicicletta a Parma e anche ecologico e salutare. Ora uso l’auto».

r.c.

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