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LA STORIA

Dalla lirica al jazz, Brunetto è la voce che conquista

11 gennaio 2019, 06:00

Dalla lirica al jazz, Brunetto è la voce che conquista

LUCIA BRIGHENTI

Ha 28 anni, una voce che gli consente di passare da «Nessun dorma» a Louis Armstrong, alternando con abilità l'impostazione lirica e il timbro roco e graffiante del jazz nero. Se non bastasse, suona la tromba e la chitarra. Pietro Brunetto, voce del gruppo «OperaSwing», racconta la sua storia e il progetto nato con Gianluca e Gabriele Campanini (pianoforte e clarinetto) che mescola melodramma, boogie woogie, charleston, ragtime e tanto altro.

«Dagli otto ai quattordici anni ho suonato la tromba nella banda di Fidenza - ricorda Brunetto -. Il maestro era Gianluca Campanini. Poi ho iniziato a studiare chitarra e a cantare. A diciassette anni mi sono iscritto al Centro Professione Musica di Milano: lì ho seguito un corso triennale di canto».

Che musica ti piace, e come sei arrivato alla lirica?

«Sono arrivato alla lirica da un altro mondo: la mia band preferita sono i “Queen”, ho sempre ascoltato il rock anni Sessanta-Settanta, ma non ho mai disdegnato altri generi. Ho suonato heavy metal, punk, un po' di tutto. Per certi versi è stato difficile calarsi nei canoni del canto lirico arrivando da un percorso come il mio, ma credo di avere il vantaggio della versatilità».

Come è nato il progetto «OperaSwing» e in cosa consiste?

«Quando ho incontrato nuovamente Gianluca e Gabriele Campanini, non avevo ancora fatto studi classici, ma mi divertivo a cantare le arie liriche più famose. L'idea è nata perché il melodramma spesso viene visto come un mondo troppo chiuso e rigoroso. “Opera Swing” vuole far capire che la lirica è una musica bellissima da cui deriva tutto quello che si ascolta oggi. Tutto è collegato. Un concerto che mette assieme Verdi, Gershwin, Armstrong può essere di più facile accesso».

Con gli «OperaSwing» proponete anche altri due programmi.

«Abbiamo un progetto sugli emigrati italiani in Argentina che unisce tanghi, canzoni napoletane e arie liriche. Inoltre, il 24 gennaio alle 18, nella Rocca Meli Lupi di Soragna, debutteremo con un concerto più lirico a favore della Coop Sociale Arcobaleno di Fidenza. Il titolo è “Florilegio italiano. Il belcanto che ha conquistato il mondo”, con musiche di Verdi, Donizetti, Tosti, De Curtis, Di Capua, Puccini. In questo caso si unirà al nostro trio il baritono Romano Franceschetto».

Con Romano Franceschetto ora stai studiando come tenore lirico?

«Grazie a lui un anno fa sono stato ammesso in Conservatorio: ha impostato la mia voce e mi ha preparato per l'esame di ammissione, accettando che arrivassi da altri generi. Da Gianluca e Gabriele Campanini ho invece imparato a stare sul palco, ad avere a che fare con il pubblico. Devo ringraziare tutti loro perché, anche se non scontano nulla dal punto di vista del lavoro, mi fanno sentire in famiglia e protetto».

Sogni per il futuro?

«Mi sento fortunato perché faccio quello che mi piace, e per questo ringrazio i miei genitori che mi hanno aiutato moltissimo. Vorrei rendere la musica una professione e la mia voce il mio strumento. Mi piacerebbe fare il cantante lirico e inizierò a fare qualche concorso. So però che è un mondo molto difficile, e il fatto di muovermi nella musica con una certa libertà mi dà qualche possibilità in più».

Per rimanere aggiornati sui concerti di «Opera Swing», si può seguire la pagina www.facebook.com/operaswing.

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