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IL CASO

Feste d'istituto in discoteca. I presidi: «Noi estranei»

13 gennaio 2019, 06:00

Feste d'istituto in discoteca. I presidi: «Noi estranei»

MARTINA ALFIERI

Dopo le morti in discoteca, l’Asapa (Associazione delle scuole autonome della provincia di Parma) ha deciso di chiarire la propria posizione. Perché a volte le serate che attirano numerosi ragazzi assumono il nome di una pseudo festa d'istituto. Spesso - come è avvenuto anche in provincia di Parma - vengono associate al nome di più scuole.

«Da diverso tempo in circoli ricreativi, locali da ballo e discoteche vengono organizzate feste studentesche - ha spiegato Guido Campanini, preside del liceo Romagnosi, nel corso di un incontro organizzato ieri mattina all'istituto Rondani -. Ma solo le scuole possono usare il loro nome: l'accostamento potrebbe indurre ingenuamente qualche famiglia a pensare a una festa in cui sono presenti preside, insegnanti, bidelli, mentre le scuole con queste situazioni non hanno nulla a che fare».

Per sostenere la tesi erano presenti anche altri rappresentanti dell'Asapa: Aluisi Tosolini, preside del liceo Bertolucci; Giovanni Brunazzi, preside del liceo Ulivi e Andrea Grossi, preside del liceo Sanvitale.

Hanno partecipato anche i presidenti dei Consigli d’Istituto del Romagnosi, Antonio Maria Tedeschi, e dell’Ulivi, Laura Gaibazzi, i quali, in quanto rappresentanti dei genitori, hanno invitato a non sottovalutare il rischio di abuso di alcol e droghe durante queste serate.

In particolare, l'Associazione delle scuole autonome ha sottolineato la propria estraneità ad eventi ricreativi nelle discoteche, ricordando come le cosiddette ‘feste d’istituto’ siano in realtà iniziativa di studenti che «fanno da mediatori tra i locali e i propri compagni», talvolta ricavandone una percentuale.

Dopo i cinque morti nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, anche sul nostro territorio sono stati intensificati i controlli dei carabinieri: «Si è visto - hanno sottolineato i rappresentanti Asapa - che il numero di persone presenti nei locali supera spesso la capienza». E questo mette a rischio l'incolumità dei ragazzi.

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