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CINQUANTENNI INVISIBILI?

Il meraviglioso mezzo secolo di Laura Cleri (attrice) e Liliana Pavesi (stilista)

14 gennaio 2019, 06:00

Il meraviglioso mezzo secolo di Laura Cleri (attrice) e Liliana Pavesi (stilista)

Monica Rossi

Liliana Pavesi-Ferri, classe 1963, stilista parmense che vive e lavora a Parigi, è una splendida 55enne originaria di Bedonia che non ha dubbi. Le abbiamo chiesto cosa pensa della «boutade» di Yann Moix sulle cinquantenni. Ebbene, senza troppi preamboli, Liliana ha dichiarato: «Perché diamo tanta visibilità alle sue stupide parole? Di certo, per quanto mi riguarda, posso a mia volta dire che mi riesce impossibile anche solo l’idea di andare a letto con lui!».

Come dire... ma questo signore allo specchio si è visto?
«Anche nel suo caso potremmo dire che ha un corpo tutt’altro che straordinario. Battute a parte, ritengo che quando si sa amare, non si ama solo un corpo: si va oltre. È vero che la prima cosa che si vede, quando s’incontra o si frequenta una persona per la prima volta, è il fisico, che può piacere o non piacere… Ma questo non è amore. Se ci si ferma al fisico, è solo attrazione. L’amore è tutto quello che si scopre dopo, è tutto ciò che poi dà la profondità a un legame, facendolo diventare fantastico!».

Ma chi è Liliana e perché abbiamo chiesto anche a lei di dirci la sua sullo scrittore più criticato del momento?
A chi non la conosce, diciamo che è un nome importante della moda parigina: è la mente e il braccio operativo dietro il brand «John Malkovich», cioè il marchio moda ideato dal celebre attore statunitense; gestisce uno showroom nel cuore di Parigi ed è un punto di riferimento, soprattutto quando è tempo di sfilate, per gli innumerevoli eventi che ruotano intorno all’universo «fashion» nella capitale francese e non solo.

Insomma, una carriera interamente dedicata all’immagine, senza però dimenticare i valori che contano.
«Nel nostro mondo fisico e immagine sono importanti, inutile negarlo, anche perché li “usiamo” per presentare le collezioni degli stilisti. “Usiamo” tutto quanto ruota intorno all’aspetto della persona. La moda tuttavia ha dei codici speciali, a volte un po’ troppo rigorosi quando si valuta chi deve calcare le passerelle. Vero è anche che i tempi stanno cambiando: oggi posano e sfilano molte donne over 50!», ricorda Liliana. Aggiudicandosi contratti da urlo con le griffe più ricercate, aggiungiamo noi. E sono straordinarie bellezze che portano i loro «anta» alla grande. Ma forse tutto questo a Yann Moix è sfuggito. O forse quel che interessa allo scrittore è solamente il «guscio» e non il frutto che si cela dietro quel guscio.

Qual è insomma il senso della sua affermazione: «A 50 anni sono incapace di amare una donna di 50 anni. La trovo troppo vecchia»?
«Andiamo oltre il look: le cinquantenni hanno dalla loro l’esperienza, sanno cosa vogliono e come ottenerlo. In tutti i campi. Siamo molto attive e perfettamente inserite nella società. Forse è proprio questo il problema di Yann Moix: probabilmente, ha paura dell’esperienza delle cinquantenni. È senz’altro più facile fare colpo sulle ragazzine, la maggior parte delle quali si lascia facilmente sedurre dall’etichetta del “visto in TV“, che apre tante porte».

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Mariacristina Maggi

Il tempo per l’attrice Laura Cleri è scandito dal battito del palcoscenico, vero proprietario della sua età anagrafica, a partire dai suoi 15 anni quando iniziò la sua avventura teatrale: e ogni volta è sempre là, intensa, affascinante, coinvolgente. Ha scelto di fare l’attrice proprio per poter rappresentare altro all’infuori di sé, non solo i personaggi ma anche la forza delle idee da scoprire, vivere e rivivere ogni volta che si va in scena. E viene proprio da sorridere quando scrittori d’oltralpe definiscono le cinquantenni ‘invisibilì...

Ha letto le dichiarazioni di Yann Moix?
«La polemica nata intorno alle sue dichiarazioni, nonché spaccato della sua vita personale, non mi suscita nessun interesse. Mi turba invece che il taglia-incolla del giornalismo attuale si precipiti a riempire le pagine con questa notizia, con il solo vero risultato di far vendere il libro in uscita allo scrittore... riflessioni su se stessi pari a zero se non: sì, a cinquant’anni io, mi sento più o meno desiderabile, sono meglio quelle di venti ma non hanno esperienza, sono meglio quelle di cinquanta... Sinceramente mi sembrano discorsi da macelleria. Credo che dobbiamo smetterla di considerarci e farci considerare carne più o meno appetibile: persone, ecco cosa siamo. Siamo sopraffatti dai problemi del mondo e dobbiamo invece parlare dei problemi di un cinquantenne che riesce ad avere rapporti sessuali solo in base all’età e all’appartenenza ad una specifica etnia?».

Evidentemente però il tempo che passa è un tema che scuote: come affrontarlo?
«Il tempo che passa è da gestire, ognuno lo fa come può, io ho trovato la mia soluzione e credo che l’ambito culturale possa offrire ad ognuno una possibilità. Questo credo sia quello che dobbiamo anche trasmettere alle nuove generazioni, partendo dai figli, se abbiamo deciso di metterli al mondo. Altrimenti possiamo sempre occuparci anche degli altri, passare il nostro tempo a cercare di trovare qualche soluzione ai problemi del mondo, che sono anche i nostri problemi, ingenuo pensare che non ci riguardino».

Il lavoro su quella donna straordinaria che è stata Laura Seghettini - «Un'eredità senza testamento» prodotto da Fondazione Teatro Due - le ha suggerito una particolare visione del tempo?
«Laura è stata una delle poche donne che hanno combattuto e hanno avuto un ruolo di comando e il tempo che abbiamo trascorso insieme è stata una lezione di Storia e di etica impareggiabile: quando ci siamo conosciute aveva 80 anni ma sono convinta che tutte le mattine, quando apriva gli occhi, si credeva sui monti, dentro alla lotta, poi un secondo dopo ritornava alla realtà della sua casa nel quartiere di Santa Cristina a Pontremoli. Ora nel paese le hanno intitolato un pezzo di passeggiata lungo il corso del torrente, se conoscete la sua storia e avete voglia di vederla, andate su quel pezzo di strada e aspettate un pochino, apparirà sicuramente con il suo cane Stella: sarà un tempo della vostra vita speso bene».

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