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IL MATCH DELLA FOLLIA

Diakite: «Insulti razzisti? Io non ho sentito nulla»

17 gennaio 2019, 06:03

Diakite: «Insulti razzisti? Io non ho sentito nulla»

MARCO BERNARDINI

Quindici giornate complessive di squalifica, multa e diffida sia al Marzolara che al Fontanellato, le due squadre protagoniste della maxi rissa scoppiata sabato pomeriggio sugli spalti del campo «Amoretti» di Marzolara durante e dopo il recupero dell’ottava giornata d’andata del campionato Juniores provinciale, caratterizzato da ben sei espulsioni e da presunti insulti razzisti verso un giocatore ospite. Una giornata di follia, con l’intervento dei carabinieri.

LUNGO STOP PER MONTALI

Ma ieri il giudice sportivo territoriale ha comminato sei turni di stop a Maicol Montali del Marzolara, due per il cartellino rosso e gli altri quattro perché, come si legge nel comunicato del comitato provinciale della Figc di Parma, «già precedentemente espulso, si recava in tribuna innescando una discussione coi sostenitori della compagine avversaria, che ben presto si trasformava in un parapiglia generale al quale si aggiungevano pure alcuni giocatori delle due squadre. Tutto ciò degenerava ulteriormente in una rissa, che veniva sedata solo dopo l’intervento dei carabinieri intervenuti sul posto. L’inasprimento della sanzione nei riguardi del calciatore è dovuta al grave e colposo comportamento dello stesso che provocava tutto quanto sopra descritto».

COSA DICE IL REFERTO

Stando quindi al referto dell’arbitro Abid di Parma, sarebbe stato il ragazzo del Marzolara ad accendere la miccia e provocare il successivo caos in tribuna. Salterà, invece, le prossime tre partite Michael Aimi del Fontanellato che «è stato espulso in quanto colpiva il calciatore avversario con uno schiaffo e un pugno». Appiedati per due gare Davide Ciucciarelli e Nicolò Zambon, entrambi in forza al Marzolara, mentre ne salteranno una anche Francesco Aiello del Fontanellato e Samuele Ciucciarelli del Marzolara.

OLTRE LA MULTA, LA DIFFIDA

Inoltre, a carico delle due società, è arrivata la multa non particolarmente salata di 75 euro a testa con annessa diffida però, il che significherà sanzioni ben più pesanti in caso di reiterazione di comportamenti analoghi. In particolare, 50 euro sono dovuti a «inadempienza dei propri doveri da parte dei dirigenti» determinata dal fatto che «a fine gara sulla tribuna si innescava una rissa fra i sostenitori delle due squadre, alla quale partecipavano pure alcuni giocatori di entrambe le società, che veniva sedata solo grazie all’intervento dei carabinieri arrivati sul posto». Per quanto riguarda gli altri 25 euro, al Fontanellato viene contestata una recidiva specifica «per intemperanze dei propri sostenitori in campo avverso, per tutta la durata del secondo tempo»; il Marzolara, invece, è punito senza diffida (almeno nella seconda ammenda) «per intemperanze dei propri sostenitori, per tutta la durata del secondo tempo nei confronti del direttore di gara».
Da qualunque punto di vista la si guardi, una sconfitta per tutti. Senza attenuanti.  

L'uomo gol Diakite: «Gli insulti? Io non ho sentito nulla»
Un veloce ritorno alla normalità, come se tutto ciò che si è creato attorno a lui non lo riguardasse affatto. Lunedì sera Mory Diakite era al campo assieme alla squadra Juniores del Fontanellato per la ripresa degli allenamenti, nel primo momento di ritrovo dopo la partita di Marzolara che, però, non ha minato il morale del gruppo: due parole al volo su quanto accaduto, senza entrare troppo nello specifico, e poi via in campo a correre dietro al pallone agli ordini del tecnico Eaco Farri. Il clima è lo stesso di sempre e il ragazzo, classe 2000, originario della Guinea, ride e scherza con tutti pur masticando ancora poco l’italiano, che nelle sue espressioni si mescola un po’ alla lingua madre francese.
Da promettente difensore centrale sopra il metro e ottanta, scovato nella passata stagione dagli Amatori del Parola, avrebbe voluto celebrare al meglio la prima doppietta in carriera, inusuale per chi i gol pensa soprattutto a evitarli, e invece deve fare i conti con le testimonianze del presidente del Fontanellato, Roberto Meli, e del guardalinee che avrebbero udito insulti razzisti nei suoi confronti. «Ma io non ho sentito nulla», continua a ripetere Diakite, che non si aspettava di certo di finire in mezzo a questa triste vicenda.
Il racconto di quanto successo sabato è arrivato fino in Senegal, dove attualmente si trova il padre che all’inizio era apparso molto contrariato, ma poi, una volta ascoltata la voce del figlio, si è tranquillizzato e ora vorrebbe solo dimenticare in fretta una ferita ancora sanguinante. Diakite, comunque, non è stato nemmeno coinvolto nella rissa finale sugli spalti, visto che, come alcuni suoi compagni di squadra, ha preferito imboccare subito la via degli spogliatoi. M.B.

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