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Intervista

Giulia ce l'ha fatta: «Vado a Oxford a studiare matematica»

17 gennaio 2019, 06:00

Giulia ce l'ha fatta: «Vado a Oxford a studiare matematica»

FRANCESCO BANDINI

«Le applicazioni della matematica sono tante e importanti, lo so, ma a me piace la matematica teorica, mi piace la sua bellezza suprema».

Da una diciottenne che pronuncia queste parole e che tanta passione dimostra per una materia che o la si ama alla follia o la si detesta, cosa ci si può aspettare se non che aspiri a studiare in quel tempio mondiale della matematica che è l’Università di Oxford, in Inghilterra?

Giulia Lanzafame lo desiderava con tutte le sue forze, si è impegnata a fondo per riuscirci e, grazie alle proprie capacità e con l’aiuto della sua scuola - il liceo scientifico Marconi - e il sostegno della sua famiglia, ce l’ha fatta: è stata ammessa. Comincerà a settembre. Dunque, una parmigiana a Oxford, dove ogni anno arrivano 20mila domande di iscrizione, di cui 3mila per la facoltà di matematica, solo il 14% delle quali mediamente vengono accolte.

Giulia non ricorda esattamente il momento in cui ha deciso che la matematica sarebbe stata ciò a cui dedicare la propria vita. Le sembra che sia sempre stato così, che non abbia mai desiderato altro. Però un ruolo particolare lo assegna alla nonna materna Rina, persona semplice e che non ha potuto studiare molto, ma che aveva nel sangue la predisposizione per i numeri, che le ha trasmesso fin da quando lei aveva quattro anni: «Camminavamo per strada e mi insegnava a fare le operazioni usando i numeri civici delle case». Poi ci sono state le gare di matematica alle medie e al liceo, a cui Giulia partecipava con slancio e in cui puntualmente si distingueva, senza contare i brillanti risultati a scuola. «La soddisfazione che provavo ogni volta che risolvevo un problema di matematica, magari dopo ore o anche giorni di impegno, era sconvolgente – ricorda –. Penso che la matematica non venga creata, ma scoperta: è la regola universale ed eterna dietro ogni cosa. E questo è semplicemente meraviglioso. La gente ammira le opere in un museo, ascolta la musica, legge i capolavori della letteratura: sono tutte espressioni dello spirito umano. Lo è anche la matematica, che dà soddisfazione a chiunque sia in grado di comprenderla, perché è pura eleganza».

Insomma, era proprio scritto che quella materia dovesse segnare la sua vita. E così, a settembre dell’anno scorso, ha deciso: provare il colpaccio e puntare a Oxford. La selezione è stata dura. Prima ha inviato un elaborato chiamato «personal statement» in cui spiega il perché della propria scelta e parla di se stessa («perché non vogliono sapere solo se sei bravo, ma anche chi sei, cosa fai e in che modo ti dai da fare nella comunità in cui vivi»); poi ha conseguito la certificazione linguistica, ha fatto un test di matematica che spaventerebbe un Nobel e infine è andata a Oxford per sostenere alcune «interview», colloqui/interrogazioni sulla matematica ma non solo. Il 9 gennaio è arrivato l’esito: ammessa.

«Non ce l’avrei mai fatta senza il supporto della mia scuola, il Marconi – dice Giulia –. Voglio ringraziare il preside, i vicepresidi e i prof della 5ªD, che mi hanno supportata totalmente, spronandomi a sviluppare le mie aspirazioni e la mia personalità, ma anche dandosi da fare in modo incredibile e in brevissimo tempo per tutta la parte burocratica». Fra qualche mese la grande avventura di Oxford avrà inizio. Sarà un bell’impegno non solo di studio, ma anche in termini economici: oltre novemila sterline all’anno solo di tasse, senza contare tutte le spese per vivere là. «Per le tasse chiederò un prestito universitario, ma per tutto il resto la mia famiglia dovrà fare grandi sacrifici. Ma chissà – scherza, ma fino a un certo punto – che non salti fuori qualche filantropo illuminato che voglia darmi una mano».

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