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Tribunale

Perseguita un uomo con messaggi anonimi: collecchiese condannato per stalking

17 gennaio 2019, 06:02

Perseguita un uomo con messaggi anonimi: collecchiese condannato per stalking

Condannato per stalking a sei mesi di reclusione, un collecchiese se l’è cavata con la sospensione condizionale della pena per l’assenza di precedenti e per il buon comportamento tenuto durante il processo, evitando così l’onta (e non solo quella), della galera. In ogni caso, la sentenza è un monito a cambiare seriamente e definitivamente rotta, perché nella malaugurata ipotesi che dovesse esserci una seconda volta l'imputato non godrebbe degli stessi benefici.

Messaggi incessanti e persecutori hanno incastrato l'uomo al termine di una vicenda, nata, forse, per gioco e che si è trasformata in condanna, legata a questioni di invidia connesse alla gestione di un’attività ricreativa. Il collecchiese ha sottovalutato la determinazione di chi aveva di fronte o ha pensato, a torto, di fare una goliardata: non si è però reso conto di incorrere in un vero e proprio reato, quello di stalking, reato persecutorio che si concretizza in minacce, in questo caso, attraverso messaggi inviati da cabine telefoniche sparse sul territorio.

La sentenza fa seguito alla denuncia di un uomo residente in una frazione del comune di Sala Baganza che ha incolpato il collecchiese di avergli inviato ripetuti messaggi minatori, tanto da creargli stati di ansia e da modificare persino alcune sue abitudini di vita. La storia è iniziata qualche anno fa, la persona oggetto dello stalking aveva pensato, in un primo tempo, che si trattasse di un gioco pesante, che avrebbe poi avuto fine. La molla che ha fatto scattare i messaggi è stata il passaggio di gestione di una piccola attività ricreativa, a cui sono seguiti dispetti e ripicche fino ad arrivare alla persecuzione. E il gioco deve aver preso la mano allo stalker che è diventato sempre più insistente ed assillante: non ha saputo tenere a bada il proprio astio e livore e si è affidato a messaggi anonimi sempre più frequenti ed offensivi.

A seguito della denuncia sono partite le indagini, proseguite per un lungo periodo. I casi di stalking sono spesso legati a motivi sentimentali, a storie tra moglie e marito che vanno a pezzi, separazioni o divorzi, in questo caso solo invidie per futili motivi, in fondo, come quelli legati gestione della piccola attività, che hanno visto i due uomini non proprio in sintonia. E così sono iniziati i messaggi e sono continuati a lungo. Le indagini, a cura della polizia giudiziaria, hanno permesso di risalire al responsabile che, pensando di non essere rintracciato e restare nell’anonimato utilizzava cabine telefoniche pubbliche per inviare messaggi. A suffragio della sentenza, sono stati riportati non solo i numeri di telefono ma anche i messaggi inviati dal collecchiese alla sua vittima: appellativi poco edificanti, frasi ingiuriose, a tratti discriminatorie, con apprezzamenti negativi anche nei confronti della moglie e della famiglia. Un gioco pericoloso con un triste epilogo.

R.C.

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