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Intervista

Il ministro Centinaio: «I cinghiali sono troppi. Ora basta»

18 gennaio 2019, 06:00

Il ministro Centinaio: «I cinghiali sono troppi. Ora basta»

PAOLO MARIA AMADASI

La legge di bilancio è stata approvata. Per contenere il deficit, l'impressione è che si sia tolto qualcosa all'agricoltura. Ne parliamo con il ministro Gian Marco Centinaio.

E' stato costretto a fare rinunce?

«Gli obiettivi che ci eravamo posti sono stati per la maggior parte raggiunti. Sono soddisfatto. Ho il rammarico, avendo anche la delega al turismo, di non essere riuscito a salvare i contributi alle strutture alberghiere che avevano avviato processi di ristrutturazione. E' un contributo che è sempre stato dato, ma quest'anno non siamo riusciti a trovare i fondi: vedremo di reperirli in corso d'anno. Del resto, sapevamo che per via delle scelte del contratto di governo, tutti avremmo dovuto fare qualche piccola rinuncia... Noi comunque siamo riusciti ad assicurarci quello che avevamo chiesto».

A proposito, il patto durerà?

«Sono convinto di sì. Da parte di Salvini, di Di Maio e soprattutto di Conte c'è volontà di andare avanti. Io ero nella commissione che ha redatto il contratto e lo spirito non è mutato. Il problema di fondo è che mentre prima Renzi decideva e Alfano eseguiva, ora ci sono due leader con la stessa importanza e di conseguenza c'è un dibattito aperto anche davanti all'opinione pubblica. Non dimentichiamo che in campagna elettorale i due partiti se l'erano date di santa ragione. Poi tutti hanno fatto passi indietro per raggiungere un'intesa che ci chiedevano i cittadini: c'era il timore di tornare subito al voto».

Passiamo a questioni prettamente agricole: ci sono speranze di introdurre il credito d'imposta sugli investimenti e ridurre il cuneo fiscale?

«Stiamo costruendo un gruppo di lavoro con il ministro delle finanze, che ha dato la propria disponibilità: l'obiettivo è di trovarci al più presto con le associazioni di categorie. Speriamo di trovare una soluzione».

I cinghiali stanno devastando intere coltivazioni. Si arriverà a contenere la popolazione ungulata?

«Io sono dell'idea che si debba andare al contenimento dei cinghiali e della fauna selvatica. Ma non sono solo io a chiederlo. E nemmeno solo il mondo agricolo. Lo chiede anche l'opinione pubblica, soprattutto dopo gli incidenti avvenuti in autostrada. A seconda delle regioni, poi, sento lamentele per nutrie, lupi (ma quella è una storia più complessa), cormorani.... L'intervento prioritario è però quello di contenere la popolazione di cinghiali. Sono troppi. L'Europa stessa ci fa pressioni in tal senso: c'è il concreto rischio di diffusione della peste suina africana (una malattia che i cinghiali, spostandosi liberamente, possono diffondere a velocità impressionante e che è già arrivata in Belgio, ai confini con la Francia, ndr). Se arrivasse da noi, cosa potremmo dire agli allevatori italiani? E a chi produce prosciutti? E' un punto sul quale bisogna tenere alta l'attenzione: non si può solo guardare agli animalisti e ai vegani».

Da alcuni anni le nutrie non sono più classificate come fauna selvatica ma semplicemente animali nocivi. In alcuni Paesi si è arrivati alla loro eradicazione. Lo farà anche l'Italia?

«Lo spero. Me lo stanno chiedendo gli assessori regionali all'agricoltura con i quali ci siamo incontrati di recente».

Uno dei temi caldi è quello della meccanizzazione, ma gli agricoltori che vogliono accedere a fondi pubblici si trovano a doversi giocare le loro possibilità davanti al computer con il «click day»: è un po' come la lotteria. Cosa pensa di fare?

«Su questo punto non posso dare buone notizie. Ho chiesto agli uffici di individuare un'alternativa: non si può pensare di erogare i finanziamenti al più veloce oppure a chi ha la linea dati più veloce. La macchina dello Stato si è incaponita su questo meccanismo che non dà le risposte che ci si attende. Ma per il momento non è stata trovata una soluzione».

Qual è il suo parere sugli ogm?

«E' assurdo pensare che l'Italia sia contro gli ogm e poi sia il più grande importatore di ogm d'Europa. Gli studi ci hanno portato ad avere tecnologie anche diverse dall'ogm che ci possono comunque garantire prodotti di qualità. Voglio coinvolgere il Crea (il principale ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari, ndr), privati e mondo accademico affinché si possa andare verso il miglioramento delle produzioni. Personalmente sono contro gli ogm, però mi rendo conto che abbiamo un Paese che non produce ogm ma li importa. E' una stortura. E' come quando si è detto di no al nucleare in Italia con le centrali già presenti appena oltre il confine».

La coltivazione della barbabietola rischia di scomparire. Cosa pensa di fare?

«Stiamo facendo un grosso lavoro in Europa. La Germania produce zucchero in quantità eccessiva. E noi siamo stati il primo Paese ad aver chiesto la possibilità di aiutare la propria economia. Al terzultimo incontro altri 10 Paesi si sono aggiunti e abbiamo chiesto al commissario Ue, l'irlandese Phil Hogan, un intervento concreto. E' stato costituito un gruppo di saggi che dovrà fornire risposte concrete. Nel frattempo, in Italia abbiamo avviato il contributo accoppiato sulla barbabietola e stiamo dicendo ai produttori di bevande dolci e di merendine di stipulare contratti di filiera con le aziende italiane che producono zucchero. Alcuni contratti ci sono già. Nelle prossime settimane faremo incontrare i tecnici del ministero con i trasformatori di bietole. Dobbiamo fare il possibile per evitare che quel poco che è rimasto scompaia».

L'Italia si trascina da decenni la questione multe per le quote latte. E' pensabile di chiudere definitivamente il capitolo?

«Questo tema l'ho messo sul tavolo del ministero delle finanze e sul tavolo del presidente del consiglio. E' una questione da trattare in sede Ue, perché non riguarda solo l'agricoltura. E' un problema non più agricolo ma economico finanziario e l'Europa lo sta considerando come tale. L'obiettivo che ho è di dare una risposta il più velocemente possibile. Non nego che sia una questione molto complessa: non è mai stata fatta chiarezza al cento per cento e rischiano di pagare magari coloro che hanno agito correttamente. Il pericolo in agguato è di mandare in rovina decine di aziende agricole».

Una delle battaglie degli ultimi anni riguarda il glifosate, erbicida usato per pulire i letti di semina. Il suo predecessore era "no glyf." E lei?

«Io sono per un glyf usato in modo intelligente, perché al giorno d'oggi non c'è alternativa o, se c'è, non c'è a costi ragionevoli. E' vero che il glifosate è impiegato anche per essiccare i grani canadesi prima della raccolta: dobbiamo ragionarne con il mondo agricolo e con il produttori di pasta. Attorno a un tavolo ho visto che si può parlare serenamente. Alla pari. Gli industriali della pasta hanno bisogno di una determinata qualità per cui o il mondo agricolo italiano gliela fornisce o, pur di averla, se la vanno a prendere anche dall'altra parte del mondo. Le aziende agricole devono essere in grado di dare una risposta a una domanda che c'è».

I contributi sulle assicurazioni contro le avversità atmosferiche sono in ritardo.

«E' vero lo Stato è in ritardissimo. La maggior parte dei contributi è erogata da Agea, che al mio arrivo era in ritardo di quasi due anni. Stiamo cercando di recuperare. L'obiettivo è fornire ad Agea strumenti per erogare i fondi in linea con i pagamenti europei. Anche se sono consapevole che le somme erogate sono molto inferiori a quelle attese».

Gli imprenditori individuali che hanno un'altra attività prevalente chiedono che vengano estese anche a loro le agevolazioni sull'Imu. Hanno speranze?

«Quella dell'Imu è una questione sulla quale ci sono storture che spero di modificare il più velocemente possibile».

Il ministro Centinaio è anche un affezionato tifoso del Parma e ha seguito la squadra crociata anche nelle serie minori. Ora si gode il ritorno in A.

Quando sarà di nuovo in tribuna?

«Quest'anno, allo stadio non ho ancora visto il Parma vincere, per cui mi sono un po' frenato. Ci abbiamo anche scherzato con Campari (Maurizio, senatore leghista, ndr). Comunque presto tornerò. Molto probabilmente sarò a Torino per la partita con la Juve e al Tardini per quella contro l'Inter».

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