Sei in Archivio bozze

APPELLO

Massacro di Natale, i giudici: «Alessio senza pietà, ma subalterno al padre ed educato al cinismo e alla violenza»

20 gennaio 2019, 06:03

Massacro di Natale, i giudici: «Alessio senza pietà, ma subalterno al padre ed educato al cinismo e alla violenza»

GEORGIA AZZALI

Non ha avuto pietà di Kelly. Anche lui ha partecipato alla mattanza, a colpi di coltello e pietra. E sapeva che Gabriela Altamirano sarebbe stata attirata in trappola per essere uccisa. Due omicidi premeditati e aggravati dalla crudeltà, oltre che dalla minorata difesa e dal mezzo venefico: Alessio Turco è colpevole per l'orrore della notte di Natale del 2016 nel casale di San Prospero. Ma è anche un ragazzo che a 20 anni si fa trascinare dal padre Samuele in quella spedizione di morte. Un giovane fragile, con un quoziente intellettivo sotto la norma e con una grande «difficoltà a provare emozioni». «Subalterno» e con una vera e propria «fascinazione» nei confronti di quel padre, che si è ucciso in carcere nel luglio del 2017. Una personalità che lo scorso 6 dicembre ha convinto i giudici della Corte d'assise d'appello di Bologna a concedere ad Alessio le attenuanti generiche equivalenti (non prevalenti, come era emerso dalla lettura in aula del dispositivo) alle aggravanti contestate: 20 anni (con rito abbreviato), invece del «fine pena mai» del primo grado.

Certo, Alessio ha fatto ritrovare anche il coltello, fornendo «un indubbio contributo alle indagini», sottolineano i giudici nelle motivazioni della sentenza depositata nei giorni scorsi, e anche questo aspetto è stato richiamato per arrivare alla concessione delle attenuanti. Ma sono i suoi disturbi di personalità (pur essendo stato giudicato totalmente capace di intendere e volere), i limiti cognitivi e l'educazione familiare ad aver fatto scattare il super sconto di pena. Tutto ciò ha portato Alessio - scrivono i giudici - a «mitizzare in maniera acritica il padre e a imitarne la condotta, e ciò alla luce... anche di ulteriori dati emersi nel corso del giudizio, quali la partecipazione a incontri sessuali assieme al padre o comunque alla presenza del padre che li fotografava e le pregresse esperienze di spedizioni finalizzate al pestaggio di terzi, poste in essere in concorso con il padre, che attestano un'educazione da parte di Samuele Turco del figlio Alessio al cinismo e alla violenza, in presenza di una capacità di mentalizzazione e di reazione emotiva estremamente scarse del ragazzo».

«Sì, c'ero anch'io quella notte con mio padre, ma non ho ucciso nessuno»: Alessio aveva negato tutto anche nell'interrogatorio davanti al giudice di primo grado, una decina di giorni prima della sentenza. Ma quella notte non fu un semplice gregario: anche la Corte d'assise d'appello ne è convinta. La sera del 25 dicembre è lui che telefona a Luca Manici, da tutti conosciuta come Kelly, fingendosi un cliente per fissare un appuntamento. Il padre non può chiamare, perché Manici potrebbe riconoscere la sua voce: con lui ha già avuto varie discussioni, dopo che Gabriela ha deciso di troncare la relazione con lui continuando a prostituirsi all'Angelica vip club di San Prospero.

Kelly si aspetta un cliente, ma quando apre scatta l'agguato. Si ritrova davanti Alessio e, appena si gira, viene colpita alle spalle. Ed entra in scena anche Samuele Turco, che forse ha scavalcato la recinzione e si è nascosto a poca distanza. L'aggressione è di una violenza brutale: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Kelly sarebbe stata accoltellata più volte sul lato destro del corpo e colpita sulla parte sinistra con un oggetto contundente.

Un messaggio inviato dal telefonino di Manici fa poi arrivare Gabriela al casale. La donna viene costretta a bere un mix potentissimo di sonniferi e ansiolitici e, quando è completamente stordita, padre e figlio le tolgono gli abiti con cui è uscita da casa, le infilano il vestitino sexy e le scarpe col tacco che indossava quando si prostituiva, poi la adagiano sul letto. Sarebbe morta comunque, Gabriela, ma Samuele Turco la strangola con una calza a rete e poi la colpisce con un'infinità di coltellate nelle parti intime. E Alessio? Non ci sono prove che abbia materialmente partecipato al delitto, ma avrebbe almeno fatto da palo. Aggirandosi anche tra le stanze del casale per rubare pc e telefonini di Kelly. Un distacco totale. Un gelo emotivo spaventoso.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal