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Colorno

Morta Donatella Censori, una vita per la politica e la scuola

21 gennaio 2019, 06:00

Morta Donatella Censori, una vita per la politica e la scuola

CRISTIAN CALESTANI

La scuola, l'impegno civico e politico, la cultura e l'attenzione per i giovani. È stata tutto questo, per Colorno e Torrile, Donatella Censori, scomparsa a 75 anni dopo una malattia.

A Colorno è stata segretaria del Partito democratico, dalla fondazione sino ad oggi, assessore alla Cultura dal 2009 al 2014 e consigliere comunale, con il ruolo di capogruppo di SiAmo Colorno, dal 2014 ad oggi.

A Torrile, nella scuola media di San Polo, ha insegnato le materie letterarie per gran parte dei 42 anni della sua attività di docente, poi conclusasi alle medie di Colorno.

Originaria di Scandolara Ravara (Cremona), dove era nata e dove riposerà, si era laureata in Lettere all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. «Donatella – ricorda la sindaca di Colorno Michela Canova, che con lei ha condiviso dieci anni di impegno politico – aveva una preparazione umanistica di grande livello. Un suo intervento era sempre occasione di conoscenza. Il ruolo di insegnante, in realtà, non lo aveva mai abbandonato. Lo si vedeva nel modo in cui si rapportava con i giovani, anche di altri schieramenti politici. Era sempre curiosa per le idee dei ragazzi».

Un rapporto strettissimo, quello con la sindaca: «Donatella aveva un carattere forte che la faceva reagire e mai mollare. Ha affrontato la malattia con la forza di un leone. Averla al mio fianco è stato determinante, soprattutto agli inizi del mio primo mandato. Senza di lei sarebbe stato difficile affrontare certi temi. Infondeva la sicurezza che dava la spinta per decidere».

Dai banchi della maggioranza Censori ha sempre sottolineato il valore degli investimenti per scuola e cultura, in primis per il progetto del Mupac, il museo dei paesaggi di terra e di fiume che ha avuto in lei una convinta sostenitrice.

Magistrale fu in consiglio comunale uno dei suoi ultimi discorsi, che precedette l'approvazione della rimozione della cittadinanza onoraria colornese a Benito Mussolini. «La memoria storica non si può archiviare o rimuovere - disse - Va tutelata dal negazionismo e dal revisionismo».

Valori che l'avevano spinta a credere fortemente anche nel coinvolgimento degli studenti nelle celebrazioni del 25 aprile e del 2 di giugno.

«Donatella era un esempio di impegno civico e politico disinteressato – dice Fabio Moroni del Pd provinciale -. Ha assunto la guida del Circolo Pd di Colorno alla sua fondazione, dieci anni fa, e da allora ha mantenuto questa responsabilità anche nei momenti di difficoltà, anche quando non si riconosceva nella linea politica nazionale. Ho sempre sentito il suo sostegno e la sua amicizia: condividevamo l'idea di una società più giusta e democratica. Il Pd perde una delle sue esponenti più appassionate e sincere».

Alla Censori, era già stato deciso nei giorni scorsi, l'amministrazione comunale assegnerà il prossimo premio 8 marzo riconoscendo il suo impegno come «portatrice di valori e divulgatrice dei concetti di libertà, resistenza, uguaglianza e dignità umana». Il funerale di Donatella – che lascia il marito Paolo e la figlia Diana – sarà celebrato domani alle 14 nel duomo di Santa Margherita a Colorno.

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