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POLEMICA

Romagnosi, prof contro la civetta. «Ricorda l'aquila fascista»

21 gennaio 2019, 06:02

Romagnosi, prof contro la civetta. «Ricorda l'aquila fascista»

PIERLUIGI DALLAPINA

Può una civetta con le ali spiegate richiamare l'aquila scelta dai fascisti della Repubblica sociale per la loro bandiera? Può quello che è identificato come un simbolo di saggezza caro alla dea Minerva diventare il rimando ad animali scelti da ideologie razziste e guerrafondaie, che flirtavano con la morte e che ben poco avevano a che fare con la luce del sapere?

Forse sì, stando a quanto è accaduto all'immagine scelta dai rappresentanti di istituto del liceo «Romagnosi» per decorare la nuova linea di abbigliamento della scuola, dato che è stata bocciata, è proprio il caso di dirlo, da alcuni professori che l'hanno considerata troppo simile all'aquila fascista della Repubblica di Salò. Un'aquila che a sua volta rimanda a quella utilizzata ai tempi del Terzo Reich guidato da Adolf Hitler.

Come spesso accade, a fare da cassa di risonanza ad una vicenda che era rimasta tra i banchi e le aule è stato Facebook. «Accusare dei ragazzi innocenti e boicottare la realizzazione del merchandising d'istituto per la convinzione che il logo proposto richiami quello della Repubblica sociale italiana è un fatto gravissimo che non può certo passare "sotto l'uscio"», scrive Jacopo Rosa, 23 anni, ex rappresentante di istituto e coordinatore provinciale dei giovani di Forza Italia, in un post pubblicato pochi giorni fa.

«Sarebbe ora che molti docenti (trinariciuti) si rendessero conto che il '68 e lo stesso fascismo sono passati da un pezzo!», prosegue l'ex studente, convinto che la bocciatura del nuovo logo per la linea d'abbigliamento sia da considerare una grave forma di censura che non farebbe onore alla reputazione del liceo.

«Mi avevano insegnato che il liceo classico, prima ancora di essere una scuola come le altre, fosse un luogo di confronto e di cultura, non di repressione e censura fondate sul sospetto. Queste ultime sono, come mi hanno sempre detto, contrapposte ai valori su cui si fonda lo stesso liceo classico - scrive Rosa -. Questa paura folle di qualcosa che la storia stessa ha già condannato ed estinto ha sempre spinto molti insegnanti a non guardare con oggettività e senso critico la realtà, prerequisiti fondamentali per affrontare lo studio di qualsiasi materia (così mi hanno insegnato al Romagnosi)».

A dir la verità, c'è anche chi, commentando il post, sdrammatizza la polemica sostenendo che, somiglianza o meno fra la civetta e l'aquila della Rsi, il nuovo logo del «Romagnosi» sia semplicemente brutto. «De gustibus non est disputandum», si potrebbe ribattere a chi la butta sull'estetica e non sulla politica.

Resta il fatto che la vicenda è però arrivata ad una svolta, come hanno ammesso anche gli stessi rappresentanti d'istituto che hanno, in un primo tempo, selezionato l'immagine incriminata.

Il nuovo logo è stato infatti ritirato dagli stessi studenti che, dopo esserselo visti bollare come un chiaro riferimento all'ideologia fascista ed imperiale, hanno deciso di riproporre la civetta stilizzata che campeggiava sul merchandising della scuola distribuito lo scorso anno.

«A mio parere, questa civetta dalle ali aperte, con l'aquila della Rsi non ha nulla a che vedere», afferma Jacopo Rosa, raggiunto telefonicamente. «Sia chiaro - assicura - non voglio buttare questa vicenda in polemica politica. Da ex rappresentante d'istituto del Romagnosi posso però dire che resto perplesso di fronte alle critiche avanzate da alcuni docenti».

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