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Romagnosi

«La mia civetta? Un simbolo dell'antica Grecia»

23 gennaio 2019, 06:01

«La mia civetta? Un simbolo dell'antica Grecia»

MONICA TIEZZI

È un logo «fascista» la civetta ad ali spiegate (e circondata di alloro) proposta come nuovo logo del liceo classico Romagnosi? La polemica è montata nei giorni scorsi, con alcuni docenti che hanno criticato l'immagine (accusata di iconografia fascista), con il preside che ha convocato sul tema una riunione, e con la scelta di conservare per ora il vecchio logo, una civetta stilizzata dai grandi occhi.

Sulla storia di quel logo interviene l'ideatrice, Francesca Saccani, un pallino per la grafica, oggi insegnante 32enne di religione alla scuola media «Vicini», e nel 2005 studentessa liceale e vincitrice del concorso che doveva scegliere un'immagine da abbinare al nome dello storico liceo cittadino.

«L'idea fu della preside Manelli, che organizzò un concorso fra classi. Fu un lavoro individuale, ma condiviso con i miei compagni della terza C. Il premio: una gita a Firenze», ricorda Francesca.

L'idea nacque «rigirando fra le dita una moneta greca da un euro, che riportava a sua volta l'immagine di un'antica dracma, un tetradramma ateniese, raffigurante una civetta dai grandi occhi. Con l'aiuto di mio padre, architetto, la ridisegnammo seguendo le proporzioni dettate dalla sezione aurea, cioè la proporzione geometrica usata per la costruzione dei templi, che ha rimandi alla sequenza di Fibonacci e si trova spesso anche in natura in conchiglie, fiocchi di neve e foglie».

La civetta, ricorda Francesca, è l'animale simbolo di Atena, Minerva per i romani, dea della sapienza del pantheon olimpico. Insomma, un logo tutt'altro che «ingenuo» che racchiude, spiega sempre l'ideatrice, «la sapienza antica di filosofia, arte, poesia e teatro, ma anche di geometria, matematica e scienza».

Sulla polemica sul nuovo logo Francesca Saccani vorrebbe glissare. Alle insistenze della cronista risponde con garbo e saggezza: «Capisco che il mio logo possa apparire un po' datato ai ragazzi di oggi, ed è giusto che si pensi a cambiarlo».

Ma della civetta ad ali spiegate che pensa? «Graficamente non mi dispiace, ma effettivamente richiama, credo e spero involontariamente, l'aquila fascista, soprattutto per la corona di alloro e le ali spiegate. L'iconografia greca della civetta è invece quella di un animale dai grandi occhi, appollaiato e non ad ali spiegate. Continuo ad essere affezionata a quel disegno e spero che la mia testimonianza possa aiutare i ragazzi che oggi frequentano il mio liceo nel lavoro di restyling. Questo universo di simbologie è a sua volta simbolo di un continente la cui ricchezza storica e artistica mi ha sorpreso negli anni di studio al Romagnosi e, grazie a quel liceo, continua a sorprendermi oggi».

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