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COLLECCHIO

«Facciamo il controllo di vicinato». Ma è una truffa

24 gennaio 2019, 06:02

«Facciamo il controllo di vicinato». Ma è una truffa

Gian Carlo Zanacca

Si spacciano per membri del gruppo di controllo di vicinato e chiedono soldi a un’anziana di Pontescodogna per tenerle d’occhio la casa. La notizia ha fatto il giro del paese e, grazie al tam-tam dei social, è stata rilanciata soprattutto per mettere in guardia le persone che potrebbero essere ancora oggetto di truffa da parte di questi falsi volontari. Va ricordato infatti che i gruppi di controllo di vicinato si sono costituiti circa un anno fa e sono attivi su tutto il territorio del comune di Collecchio. Sabrina Bertilli è stata una delle promotrici della costituzione dei gruppi di controllo ed è sconcertata e amareggiata. «È davvero un peccato – spiega – che dei truffatori si approfittino di anziani e persone indifese per raccogliere denaro senza alcun motivo. I gruppi di controllo di vicinato sono infatti totalmente gratuiti nati come insieme di cittadini che si aiutano fra loro e sono di supporto alle forze dell’ordine per segnalare mezzi e persone sospette».

Va infatti ricordato che i gruppi sono sorti grazie all’impegno del Comune, dell’Unione pedemontana e delle forze dell’ordine presenti sul territorio. A Collecchio, nel capoluogo, ce ne sono attualmente tre e sono divisi per quartieri: nel centro, nella zona di Campirolo e in quella di via Valli. A questi si aggiungono, e sono molto attivi, i gruppi di controllo di vicinato delle frazioni: Ozzano Taro, Gaiano, San Martino Sinzano, Lemignano, Pontescodogna e Madregolo. I membri dei vari gruppi auspicano che l’accaduto sia stato denunciato alle forze dell’ordine. E qualcuno va oltre nel sottolineare la gravità di quanto avvenuto a Pontescodogna: «Non è escluso – spiega un ozzanese – che i falsi volontari vadano a caccia di notizie per sapere se le case sono abitate oppure no e per assumere informazioni su chi le abita: è possibile che la richiesta di denario sia un pretesto per poter poi effettuare anche veri e propri furti». Va precisato che i membri dei gruppi di controllo di vicinato non chiedono denaro, sono persone che non hanno né tesserini né divise di riconoscimento, in quanto si tratta di semplici cittadini che non svolgono per nessun motivo ronde e che non si sostituiscono alle forze dell’ordine nel controllo del territorio, ma collaborano solo segnalando tempestivamente quanto osservano di anomalo sul territorio in cui abitano. Non entrano dunque mai direttamente in azione, ma il loro compito è di fornire informazioni ad agenti della polizia locale o ai carabinieri perché adottino le misure del caso. La vicenda è approdata anche in consiglio comunale, dove il consigliere Fedele ha segnalato l’accaduto.

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