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PARMALAT

La rivoluzione di Lactalis: un'unica divisione per l'Italia

26 gennaio 2019, 06:03

La rivoluzione di Lactalis: un'unica divisione per l'Italia

PATRIZIA GINEPRI

Nuovi nubi su Parmalat. Sotto i riflettori, ancora una volta, ci sono le scelte di Lactalis, il gruppo francese di proprietà della famiglia Besnier, che possiede il 97% della multinazionale del latte. In procinto di rastrellare il restante 3% per arrivare al delisting del titolo Parmalat in Piazza Affari (secondo i tempi tecnici dovrebbe essere a fine maggio), Lactalis ha annunciato una riorganizzazione globale del gruppo. La decisione preoccupa lavoratori e sindacati e scatena i media sulle ipotesi di smantellamento, a cominciare dalla funzione corporate di Collecchio.

I PROGETTI DI LACTALIS

Il periodo non è dei più favorevoli, viste anche le tensioni in atto tra Italia e Francia, ma Lactalis fa sapere che «non ci sarà alcun ridimensionamento del comparto industriale: continuerà a essere, infatti, oggetto di investimenti». Mentre per quanto riguarda l'area corporate, quella su cui lanciano l'allarme i sindacati, «è del tutto prematuro ipotizzare scelte drastiche - fanno sapere da Lactalis -. Ci vorranno ancora mesi prima di completare il delisting, solo successivamente si potrà ragionare sull'organizzazione. Nel quartier generale di Collecchio sono presenti professionalità di alto livello, utili allo sviluppo e sul nuovo assetto non è stata presa alcuna decisione».

Ripercorriamo la vicenda. Nel quartier generale di Lactalis a Laval si sono riuniti, come avviene ogni anno in gennaio, gli stati generali del gruppo. Durante l'incontro sono state comunicate le nuove direttive di organizzazione. In particolare, la costituzione di 9 divisioni di cui 3 di prodotto, cinque geografiche e una dedicata all'export. L'Italia, secondo business del gruppo, sarà una di queste nuove divisioni, un'unica area di responsabilità. Attualmente le aziende del gruppo nel nostro Paese sono due: Gruppo Lactalis Italia (Galbani ) e Parmalat. Il numero uno del gruppo Lactalis Italia è Jean Marc Bernier che dal 2017 è al vertice anche di Parmalat, dopo l'addio di Yvon Guerin.

«La nuova organizzazione è stata oggetto di una comunicazione interna e qualcuno l'ha voluta leggere in un modo diverso dalla realtà - spiegano da Lactalis -. Il contesto attuale certo non aiuta, ogni cosa che riguarda Parmalat e i francesi è sotto esame. Tuttavia, intendiamo assicurare che quando l'iter del delisting sarà completato il secondo business del gruppo, ovvero l'Italia, sarà oggetto di attenzione e investimenti. Il gruppo ha 9 stabilimenti di Parmalat più 4 di Galbani. E' aumentato il giro d'affari, sono stati incrementati gli acquisti di latte in Italia. A Collecchio, in particolare, abbiamo una delle più belle fabbriche del gruppo. Vogliamo far sapere alla comunità di Parma e Collecchio, che non c'è alcun elemento che possa portare a conclusioni diverse da una continuità di investimenti e crescita».

Nel pianeta Parmalat «l'Italia ha realizzato una performance molto buona nell'ultimo anno - sottolineano da Lactalis - in un mercato che perde volumi».

COLLECCHIO

Sulla forma che prenderanno le società operative in Italia i vertici del gruppo stanno ancora lavorando, «quello che è invece giù stabilito - ribadisce Lactalis - l'unit business Italia avrà il sostegno per crescere ulteriormente. Nel polo produttivo di Collecchio non c'è alcun piano di riduzione, per i professionisti che svolgono funzioni di organizzazione del gruppo Parmalat è nell'interesse di tutti che rimangano a disposizione del gruppo e il quadro è comunque ancora da definire».

I sindacati sono in allerta e in un comunicato spiegano la loro intenzione di chiedere un incontro con i vertici dell'azienda: In caso di mancanza di disponibilità - avvertono - valutiamo forme di mobilitazione. Ci aspettiamo che anche il governo segua la vicenda da vicino».