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Nuova sfida

De Angelis, in sedia a rotelle per la danza della vita

27 gennaio 2019, 06:00

De Angelis, in sedia a rotelle per la danza della vita

Vittorio Rotolo

Nuova avventura per Norberto De Angelis. L’ex linebacker della Nazionale italiana di football americano, rimasto paralizzato nel 1992 in seguito a un terribile incidente stradale avvenuto in Tanzania, dove si trovava per una missione umanitaria, abbraccia ora la danza sportiva. E proprio oggi, a Rimini, sarà tra i protagonisti più attesi ai Campionati assoluti di questa disciplina. Un appuntamento che prevede anche una gara «speciale», aperta a coppie formate da persone diversamente abili e normodotate. De Angelis si esibirà insieme ad Erika Ferrari, della New DanceClub Asd di Noceto. In una vetrina di assoluto prestigio come quella che riunisce gli interpreti più apprezzati della danza, l’intenzione è quella di ben figurare. Ma l’obiettivo di Norberto, guerriero coraggioso e infaticabile, è anche un altro. «Chi vive una condizione di disabilità non può e non deve chiudersi in se stesso, ritenere cioè che la sua vita debba scorrere senza più alcun interesse» premette De Angelis, recentemente insignito dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica italiana. «Occorre alimentare ogni giorno la propria voglia di mettersi in gioco. Un po’ come ho fatto io. Spero quindi che, osservando la mia esibizione, tante persone costrette a vivere su una carrozzina, possano ricavare energia positiva, scegliendo di intraprendere la strada della danza. I benefici, sul piano fisico e psicologico, sono davvero sorprendenti» assicura il campione.

De Angelis è un uomo che ama le sfide. Da sempre. Dopo aver vinto un’altra battaglia di quelle ostiche, contro un tumore maligno, nel 2009 con la sua handbike ha percorso in ottanta giorni la celebre «Historic Route 66», negli Usa. È tornato in Tanzania, per sensibilizzare le autorità locali all’integrazione delle persone disabili, e ha stabilito pure il record italiano di sollevamento pesi per atleti diversamente abili. «L’incontro con la danza è stato del tutto casuale e inaspettato - rivela -. Grazie ad Erika, che mi ha incoraggiato, sto vivendo un’esperienza incredibile. La conosco da anni, ma balliamo insieme solo da qualche mese. La danza tra una persona disabile e una normodotata è ricca di complicità, innesca quasi un’alchimia magica». Ogni singolo movimento è studiato nei minimi particolari. E De Angelis è uno che non lascia davvero nulla al caso.

«Come tutti gli atleti nati, Norberto è continuamente alla ricerca della perfezione» conferma la sua partner di gara. «Pur provenendo da discipline tipicamente basate sulla forza – prosegue Erika Ferrari – ha subito mostrato una certa attitudine alla danza, testimoniata dalla fluidità dei movimenti, precisi e armoniosi. Gli arti superiori, in questa disciplina, lavorano tantissimo». In sede di allenamento, le difficoltà non sono mancate. «Perché impostare una coreografia di show dance con una carrozzina, richiede particolari accorgimenti e sforzi notevoli - osserva Erika -. Ma il buonumore e la vitalità di Norberto hanno fatto la differenza, nella cura degli accenti musicali, dell’espressività, del gioco di sguardi. In un mondo dominato dalla frenesia, danzare con lui mi ha fatto scoprire e apprezzare il piacere dettato dalla lentezza». Rallentare, conoscersi e prendersi cura di sé: eccola, l’ennesima splendida lezione di Norberto De Angelis. A Rimini, saranno di sicuro solo applausi.