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Influenza, arriva il picco

30 gennaio 2019, 06:01

Influenza, arriva il picco

MONICA TIEZZI

Si sta avvicinando il picco influenzale e a battere i denti sono in questo momento soprattutto i bambini, i più colpiti dalla pandemia stagionale. I dati regionali - spiega Alma Nieddu, dirigente medico del servizio Igiene e sanità pubblica dell'Ausl - parlano (numeri riferiti alla terza settimana di gennaio) di 9.21 casi di influenza per 1000 assistiti, soprattutto nella fascia di età sotto i 5 anni (33.91 per 1000 assistiti). «Un dato - spiega Nieddu - che conferma i numeri nazionali: un livello di incidenza di 9,4 casi per mille assistiti e, sempre nella settimana dal 14 al 20 gennaio, 571 mila persone “allettate”».

Stanno circolando soprattutto i virus AH1N1 e AH3N2, mentre la circolazione del virus B (sempre nella settimana 14-20 gennaio) si è limitata a cinque casi, di cui uno isolato proprio nella nostra città.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, spiega sempre Nieddu, «ad oggi non è possibile dare i dati definitivi della somministrazione da parte dei medici di medicina generale e pediatri. Le dosi di vaccino somministrate dagli ambulatori vaccinali dei distretti Ausl sono state 1500 alle categorie essenziali (operatori sanitari, insegnanti, donatori etc), circa 300 in più rispetto alla campagna precedente».

L'influenza, come detto, sta colpendo soprattutto i bambini. «Nella sola giornata di domenica, abbiamo avuto ben 102 accessi nel pronto soccorso dell'Ospedale dei bambini» spiega Icilio Dodi, direttore della Pediatria generale e d'urgenza dell'ospedale Maggiore.

La situazione è complicata dal fatto che nei bambini con pochi mesi di vita, continua Dodi, «l'influenza si somma al virus respiratorio sinciziale, che causa bronchioliti. Con il risultato che i piccoli hanno bisogno di supporto respiratorio in ospedale. Situazioni potenzialmente gravi, che in alcuni casi hanno necessitato del ricovero in terapia intensiva neonatale o in rianimazione. Per fortuna tutti i pazienti si sono ripresi in modo completo».

Altra fascia di bambini particolarmente colpita, continua lo specialista, è quella che frequenta nidi e scuole materne: «Il bimbo è un naturale “serbatoio” di influenza - spiega Dodi - perché non ha ancora mai incontrato i virus».

Anche la pressione sul pronto soccorso generale del Maggiore è forte in questo periodo, con punte - spiega Ettore Brianti, direttore sanitario dell'ospedale - di 220-230 accessi giornalieri nei fine settimana di gennaio. Complessivamente però gli accessi dal primo al 28 gennaio sono stati 6.053, in calo dell'1% rispetto ai 6.141 dello stesso periodo del 2018.

Ha collaborato Vittorio Rotolo

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