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Strade e degrado

Stazione e dintorni, che desolazione

01 febbraio 2019, 06:03

Stazione e dintorni, che desolazione

Michele Ceparano

La desolazione può essere una eloquente immagine letteraria e anche cinematografica, come «La desolazione di Smaug», del film di Peter Jackson, tratto da «Lo hobbit» di Tolkien. Quando però si parla di strade e, soprattutto, delle vie d'accesso - i famigerati «biglietti da visita» - al centro città, ebbene, la desolazione è un'immagine che significa solamente... desolazione. Sarà il periodo, gennaio non è certo il mese più allegro. Sarà il meteo di questi giorni che non spinge all'ottimismo. Ma chi scende dal treno e attraversa piazzale Dalla Chiesa, dove non più tardi di martedì alcuni carabinieri sono stati aggrediti (l'ennesimo fatto simile) da uno spacciatore senegalese, non si trova davanti uno spettacolo edificante. Strade sporche, gruppetti di extracomunitari fuori dal «solito» bar, clienti in attesa degli spacciatori. Si nota dai movimenti: si guardano intorno, vanno e vengono nervosamente. E se non sono i pusher a chiedere «ti serve qualcosa?», il viaggiatore può essere fermato da donne straniere che domandano se, per caso, «hai un euro da darmi».

A pochi passi c'è il cavalcavia che separa Parma dal West, quella parte di via Trento in cui, da una certa ora in avanti, non si parla più italiano. «È una provincia dell'Africa - mastica amaro un parmigiano che da 53 anni, tutta la sua vita, abita a San Leonardo -. Non ci credete? Andate all'incrocio tra via Venezia e via Naviglio Alto dalle sei di sera in avanti. C'è pieno di spacciatori. Le forze dell'ordine? Certo che passano, ma non hanno la bacchetta magica. Questi qui scappano e poi ritornano. E al Parco Nord è anche peggio».

Forse in via Verdi andrà meglio, potrebbe pensare il viaggiatore che arriva a Parma e deve andare in centro. «Un tempo - ragiona - era detta la City».

Ma, attraversata la strada, i portici al numero 29 vengono scambiati da troppo tempo per un bagno pubblico. A fianco c'è la ex banca, fino ad alcuni giorni fa dormitorio dei disperati. Ora la porta è chiusa da un bel lucchetto, nuovo e lucido. Una notizia positiva. La Pilotta, «cinta d'assedio» da un cantiere non risolleva l'umore del viaggiatore. Anche qui, i voltoni sono troppo spesso nel mirino di maleducati e incontinenti. La desolazione attanaglia anche questa che è una delle zone più belle di Parma, in cui il silenzio è rotto solo dalle grida di un gruppo di gente dell'Est che gioca a domino.

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