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Routine addio: trascorre 300 giorni alla scoperta del Sud America

02 febbraio 2019, 06:00

Routine addio: trascorre 300 giorni alla scoperta del Sud America

Cristian Calestani

SORBOLO - Cambiare vita, radicalmente, a quarant'anni. Lasciare una redditizia posizione lavorativa, fare ordine tra gli affetti e scegliere di viaggiare per il mondo. È la decisione, coraggiosa e controcorrente, di Andrea Cabassi, 43enne sorbolese. Formazione tutta parmigiana – scuole elementari a Chiozzola, medie a Sorbolo, diploma all'agrario Bocchialini e laurea in Scienze e tecnologie alimentare a Parma -, Andrea ha scalzato la routine, buttandosi a capofitto in un viaggio di 300 giorni in tutto il Sud America.

Al «mollo tutto e mi faccio una nuova vita» non c'è arrivato con incoscienza ed improvvisazione. Ha affrontato, prima, un «viaggio» dentro di sé, alla ricerca della sua felicità. «Per vent'anni ho vissuto tra Bogolese e Parma – racconta -. Poi c'è stata l'esperienza di 6 mesi di Erasmus a Cordoba. Lì mi si è infilato in testa il chip del viaggio». Gli anni successivi sono stati di «routine»: tre impieghi lavorativi nel settore dei gas industriali ed il metalmeccanico con una buona carriera e prospettive di incarichi dirigenziali. «Una vita da copione – riassume Andrea, sorseggiando un cappuccino dal bar sotto casa in via Venezia a Parma -. All'insegna del nasci, cresci, lavori, compra casa e ti sposi».

Nel 2015 il primo, radicale, cambiamento. «Ricevetti una proposta di lavoro come project manager nel settore dell'impiantistica alimentare a Dubai. Un'offerta simile l'avevo rifiutata un anno prima. Ma in quella seconda occasione accettai e mi trasferii là. Se un posto ti chiama due volte, bisogna andare a vedere il perché, mi dissi. Sul piano personale fu il passaggio più difficile. Lasciai la mia città, il mio Paese, la mia compagna. Ma allo stesso tempo si rivelò poi fondamentale per la mia seconda grande decisione, quella di lasciare il lavoro per iniziare a viaggiare». Nei mesi a Dubai, Andrea scrisse un diario che, oggi, è diventato un libro, dal titolo «Permettimi d'insistere».

«È una frase che ho sempre detto – spiega -. Anche solo per offrire un drink ad un amico». Ed il primo ad insistere, con sé stesso, è stato proprio Andrea: «Se non ti piace dove sei, spostati. Non sei un albero. Prendere certe decisioni è difficile. Il cambiamento spaventa perché porta incertezza. Ma allo stesso tempo la vita è una ed i sogni vanno inseguiti con il giusto mix di istinto e pianificazione. Fino a quarant'anni ho preso decisioni di testa, per la vita da copione. Da quando ho iniziato a decidere anche un po' di pancia, facendo scelte impopolari per la mia testa e per la società, è iniziata la vita vera, più serena».

Nel dire tutto questo Andrea esprime rispetto per le scelte, tradizionali, di altri: «A nessuno dico fai quello che ho fatto io, ma di agire secondo il proprio istinto e i propri sogni che possono anche essere quelli di trovare un lavoro tranquillo, sposarsi e fare figli. Nel libro parlo di questo, sperando che possa essere d'ispirazione a qualcuno per cambiare, in positivo, la propria vita».

La più coraggiosa, di scelte, Andrea l'ha presa nel 2017. «Mi sono licenziato dal lavoro, a Dubai. Avevo 42 anni ed avevo maturato la consapevolezza che fosse quello il momento giusto per viaggiare, non aspettare la pensione. Mi sono comprato un po' del mio tempo». In tasca un biglietto di sola andata e la voglia di fare il giro del mondo. «Non ho pianificato nulla e così, alla fine, sono rimasto 300 giorni in Sud America. Mi sono spostato in base alla mia curiosità o agli incontri che ho fatto durante il viaggio tra Uruguay, Brasile, Argentina, Cile, Bolivia, Ecuador e Colombia».

Tutto molto affascinante, ma i soldi? «Non è vero che viaggiare costa tanto. Dipende da come lo fai. Zaino in spalla, pernottamenti in ostello, tra l'altro luogo ideale per socializzare, e ricerca di voli a prezzi abbordabili ti permettono di pianificare. In molte situazioni puoi svolgere qualche piccolo lavoretto in cambio di vitto ed alloggio. Ovvio non puoi fare il fenomeno e passare da un 4 stelle all'altro. Ma la sostanza è che il denaro non è un problema insormontabile. A mio avviso, per viaggiare, possono esserlo solo gravi problemi fisici, nell'Amazzonia peruviana però ho incontrato un ragazzo tedesco senza arti, o l'avere qualcuno che, come un figlio o un genitore, dipende fisicamente dalla tua presenza al suo fianco. Per tutto il resto c'è una soluzione».

Tante idee per il futuro: «Non mi interessa essere ricco. Il denaro, per me, fa la felicità nel momento in cui lo usi per comprare il tuo tempo. Per questo voglio creare una fonte di reddito che sia al servizio dello stile di vita che intendo mantenere e non più, come fino a due anni fa, avere una vita in funzione del lavoro che svolgevo. Come? Sto valutando alcuni progetti. Chi mi seguirà sui social potrà scoprirli». Per conoscere meglio Andrea è attivo il sito www.andreacabassi.com con i link ai profili social.

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