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FURTI

Auto rubata a Sorbolo. A Felino raid negli ambulatori e nella ferramenta

07 febbraio 2019, 06:00

Auto rubata a Sorbolo. A Felino raid negli ambulatori e nella ferramenta

CRISTIAN CALESTANI

SORBOLO MEZZANI Sono usciti per una cena insieme ad alcuni amici. Ma al rientro, dopo l’apertura del cancello automatico, si sono subito accorti che la loro auto – una Fiat Panda – non era più parcheggiata in cortile e che le luci erano tutte stranamente accese. In altre parole hanno capito di essere rimasti vittime di un furto.

È accaduto sabato sera in una casa colonica tra Sorbolo e Casaltone. I ladri sono passati dal giardino di un edificio vicino, hanno scavalcato la recinzione e hanno svitato una lampada che illuminava il retro dell’abitazione. A quel punto, certi di poter agire nell’oscurità e di non essere visti, hanno forzato un portone e si sono introdotti all’interno della casa.

Hanno rovistato un po’ ovunque e rimosso molti dei quadri dalle pareti alla ricerca di un’eventuale cassaforte nascosta. Dal come è stata ritrovata la casa sembra che per la maggior parte del tempo i malviventi abbiano agito soprattutto in una delle camere da letto tanto da essere riusciti a mettere le mani su alcuni gioielli, per lo più ricordi di battesimi, comunioni e cresime.

Hanno infilato il tutto all’interno di una federa e poi, aggirandosi nelle altre stanze, hanno sottratto altri oggetti di uso per lo più quotidiano come un rasoio da uomo, un hard disk e quattro paia di scarpe.

Al momento di abbandonare l’abitazione sono saliti sulla Panda parcheggiata in cortile e hanno fatto perdere le proprie tracce.

Ieri la proprietaria dell’auto ha lanciato un appello, nella speranza di poter ritrovare l’auto, di colore bronzo, targata DR 712 LZ con alcuni particolari: la presenza di un adesivo bianco sul vetro posteriore e di un seggiolino per un bimbo piccolo sui sedili e di un passeggino nel baule.

La macchina, come spesso accade in questi casi, potrebbe essere stata utilizzata dai ladri per tentare altri furti, prima di essere abbandonata in qualche strada di campagna o in qualche parcheggio, sia in città che in provincia.

Chiunque dovesse vederla può chiamare il 112 o rivolgersi direttamente ai carabinieri della stazione di Sorbolo ai quali è stato denunciato l’accaduto.

Nella tristezza di quanto successo, trova spazio anche un po’ di speranza. «È stato confortante sentire la vicinanza di amici e cittadini di Sorbolo – dichiara la vittima del furto – che sono stati solidali con la nostra famiglia e si sono dati da fare per condividere il nostro appello per il ritrovamento dell’auto».

CHIARA POZZATI

FELINO Allarmi che strillano nel buio e porte scassinate. Bottini disseminati qua e là e ombre che svaniscono nei campi di Felino tallonate dai carabinieri. Parliamo di due furti quasi sincronizzati, messi a segno a trecento metri di distanza l’uno dall’altro. E’ successo tutta lo scorsa notte, quando i «predoni di via Aldo Moro» hanno preso di mira il Centro medico Soteria, un faro per la Felino a cui occorrono analisi e visite specialistiche, e la storica Ferramenta. Due attività molto diverse, ma considerate dai ladri un vero e proprio self service.

A fare le spese della scorribanda al chiar di luna soprattutto gli ambulatori del centro a un passo dalla Conad: «Hanno arraffato il contenuto del fondo cassa, 350 euro, ma i danni sono pesanti: ammonteranno a non meno di 3mila euro». A parlare è Concetta Sagone una delle tre titolari, che sorride nel suo ufficio. Già, perché nonostante la notte movimentata, il poliambulatorio convenzionato col sistema sanitario nazionale è in piena attività e i pazienti del mercoledì non mancano. «L’allarme collegato al mio cellulare è scattato alle 2,15 – riavvolge il nastro la professionista che abita in paese -. Mentre chiamavo i carabinieri, mio marito è andato a controllare. Chiaramente è rimasto fuori e io continuavo a far suonare i telefoni dello studio per spaventare i ladri». Missione compiuta: quando l’uomo è entrato, insieme a una guardia giurata impegnata in un giro di controllo nei dintorni, il centro era deserto. «In compenso di segni ne hanno lasciati parecchi – aggiunge asciutta la Sagone -. Sono entrati dal retro forzando la porta antipanico con un piede di porco, ma il bello è che se la sono richiusi alle spalle asserragliandosi dentro. Penso sapessero di aver poco tempo a disposizione, ma sono riusciti comunque a entrare in tutti gli ambulatori». Un lavoro non certo di fino: hanno aperto le porte chiuse a chiave degli ambulatori a suon di calci e hanno avuto tutto il tempo di rivoltare da cima a fondo gli armadietti del personale e quelli dei medicinali. «Fortunatamente non hanno portato via nulla, si sono concentrati sulla cassa» conclude la donna. I carabinieri della Stazione di Sala si sono precipitati in paese e hanno ingaggiato la caccia al ladro. Ma nemmeno un quarto d’ora dopo un altro allarme ha squarciato il silenzio del paese costringendoli a uno stop imprevisto: questa volta i banditi - probabilmente parte della stessa gang – avevano violato la porta della Ferramenta Felino. L’arrivo dei militari, piombati di fronte al negozio in un pugno di secondi, è stato provvidenziale: la ricca refurtiva è stata abbandonata dai ladri che, dopo un lungo inseguimento, sono riusciti a dileguarsi nei campi.

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