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Paura in tangenziale

«Inseguita e tamponata da uno sconosciuto su una vecchia auto blu»

Il terribile racconto di una donna: «Non so cosa volesse. Ma adesso ho paura»

di Luca Pelagatti -

08 febbraio 2019, 19:00

«Inseguita e tamponata da uno sconosciuto su una vecchia auto blu»

«Adesso, quando sono al volante, tengo a portata di mano il telefono e non sfioro neppure con lo sguardo chi è sulle altre macchine. Ma soprattutto mi rendo conto che ho paura».

Alessia (chiamiamola così per non renderla riconoscibile) ogni tanto sorride, cerca di sdrammatizzare. Ma ripensando a quei momenti di paura vissuti l'altro giorno si sente che la voce cambia. Che si incrina come se quella lama di gelo fosse ancora piantata dentro di lei.

«E pensare che era un giorno come gli altri - spiega. - Erano da poco passate le 15.45, stavo tornando a casa dal lavoro. E volevo solo arrivare a casa».

Ma in via Burla, a poca distanza dalla rotatoria con via Venezia, l'auto di Alessia è stata affiancata da un'auto blu. Scassata e traballante. «In un primo momento non l'ho neppure notata, la strada è larga e si viaggia su due corsie. Ma al momento di entrare nella rotatoria quella vettura mi ha urtato sulla fiancata. Ed è allora che ho iniziato a fissarla».

Uno sguardo di preoccupazione, non ancora di paura però. «Ho pensato che fosse stata una manovra sbagliata, che per una distrazione mi avesse toccato. E proseguendo verso la tangenziale mi sono limitata a tenerla d'occhio nel retrovisore».

Quello che vedeva era una utilitaria blu, con gli specchietti fasciati di nastro adesivo e con un nordafricano al volante. Che la tallonava però con gli occhi fissi.

«Ero preoccupata ma ancora non spaventata tanto che ho proseguito verso la tangenziale. Ma ho notato che continuava a starmi dietro. Sempre più vicino».

Raccontata così sembra la scena di un film. Ma era realtà. E Alessia ha cominciato a sentire i battiti impennarsi. «Non appena mi sono immessa quell'auto ha accelerato e mi ha tamponato per un paio di volte. E sono entrata nel panico».

Con le mani che tremavano ha cercato di comporre il 113 mentre la macchina blu l'ha affiancata. «Allora, senza pensare ho frenato fino a fermarmi mentre lui si è messo di traverso davanti a me. E ho visto che stava scendendo». E' stata questione di un istante. Alessia convinta che si sarebbe trovata quel tale addosso ha ingranato la prima e con il motore che ululava si è infilata tra il guardrail e l'utilitaria blu.

«In quel momento ho visto nel retrovisore che stava risalendo a bordo ma che arrivavano anche altre macchine. E forse vedersi circondato da altre vetture l'ha convinto a smetterla».

Alessia ha chiamato il 113, raccontato l'accaduto e descritto quel cassone blu, accennato a quell'uomo alla guida. E poi è corsa a casa.

«Volevo solo rientrare: poi ho visto che la mia vettura ha la targa posteriore un po' danneggiata e un segno di vernice blu sulla fiancata. Ma la cosa grave è che nella concitazione non sono riuscita a prendere il numero di targa. Ricordo solo che era del vecchio tipo, quello con la sigla della provincia».

Ma non basta certo per identificare il mezzo. E sopratutto chi lo guidava. «Mi sono chiesta a lungo perché l'abbia fatto, se volesse rapinarmi o se fosse sballato per qualche motivo, per alcol o chissà cosa. Ho anche pensato che si sia sentito offeso e provocato dal mio sguardo ma non ho una risposta. So solo che adesso continuo a pensarci. E che mentre guido ha paura».