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Il progetto

Via Toscana si trasformerà in un Campus per studenti e cittadini

09 febbraio 2019, 06:01

Via Toscana si trasformerà in un Campus per studenti e cittadini

MARA VAROLI

I voti? Sono migliori se si studia in spazi verdi. Soprattutto belli. Un «parco» buono per socializzare e per formare cittadini responsabili. Che hanno rispetto e «cura» per le persone e le cose che li circondano. Da qui nasce «Blu Parma, il campus di via Toscana», per recuperare le aree esterne delle 4 scuole che si trovano tra piazzale Sicilia e via Lazio: l'Ipsia «Primo Levi», il liceo Bertolucci, l'Itis Leonardo da Vinci e l'istituto Giordani. Un campus tutto da vivere per studenti, professori e aperto a tutti.

«E' un progetto di rigenerazione urbana e umana per il polo scolastico di via Toscana - ha introdotto la preside dell'Itis Elisabetta Botti alla presentazione di «Blu Parma» -, con un'area di superficie di 60 mila metri quadri e 15 mila metri quadri di spazi all'aperto. E che ogni giorno accoglie ben 7 mila persone, tra docenti, studenti e personale scolastico». Un sogno che diventa realtà grazie a enti e associazioni coinvolti: Fondazione Cariparma, Upi, Università, Comune, Provincia, Arpae, Ccv Parma Centro, Wwf, Legambiente, Parma 360, Fruttorti, Ada, Slow Food, Respiro Libero, Mcluc Culture, Altro Giro, Vea, Cetri, Parma Sostenibile. «Blu Parma, il campus di via Toscana» costituisce l’evoluzione e l’implementazione del progetto vincitore dell’importante Bando Pon (programma operativo nazionale) 4427 (FSE) fondi strutturali europei per il potenziamento dell'educazione al patrimonio culturale, artistico e paesaggistico, denominato «Il Cortile Re-inventato» progettato dalle docenti Ilaria Fioretti e Isabella Cantarelli, a cui hanno partecipato su invito della preside Elisabetta Botti.

«Vogliamo recuperare gli spazi aperti per creare un luogo di condivisione sociale per studenti, professori ma anche per i cittadini - ha proseguito la preside Botti -. Spazi che devono essere vissuti per l'intera giornata e che devono favorire scambi culturali, intergenerazionali e interdisciplinari. Il nome "Blu Parma" deriva da Blue zones e cioè da quelle aree della terra, in cui la longevità è maggiore. E così deve essere il Campus per migliorare la qualità della vita della scuole e dell'intero quartiere». «L'idea - ha aggiunto il preside dell'Ipsia Giorgio Piva - è quella di offrire un'opportunità alle 7 mila persone che frequentano quotidianamente quest'area e a chi vuole partecipare agli spazi. E' da 1984 che "vivo" via Toscana e l'idea di incrementare le attività c'è sempre stata. Ora finalmente stiamo per realizzare questo recupero e creare delle occasioni». Un'idea sostenuta del preside del Bertolucci Aluisi Tosolini: «Nel mondo degli urbanisti e degli architetti (e qui c'è Renzo Piano che ci guarda dal suo Auditorium Paganini nell'ex Eridania) si usa la parola del "rammendo urbano", che è un lavoro attento di ricucitura. E il sogno che sta dietro a "Blu Parma" è quello di ricucire il tessuto urbano, con cancelli che si aprono alla città: le scuole si devono collocare al centro del tessuto sociale e culturale. È il rammendo delle relazioni e della democrazia». Luigi Amore, direttore generale della Fondazione Cariparma, anche a nome del presidente Gino Gandolfi, ha sottolineato che la «Fondazione ha percepito la valenza culturale del progetto. E' evidente che la nostra Fondazione è sempre stata vicina alle scuole. E questo è un progetto che ha grandi ambizioni e che può diventare un esempio per altri territori». In rappresentanza dell'Unione Parmense degli Industriali Ombretta Sarassi Binacchi di Opem: «L'Upi è molto contenta e motivata per quello che è stato fatto e si farà - ha confermato Sarassi Binacchi -. Un percorso che ha portato alla realizzazione della prestigiosa aula magna e a questo progetto più ampio, per un'area vasta e molto popolata. Che va rigenerata e messa in sicurezza: se c'è controllo anche i genitori saranno più tranquilli».

Soddisfatta anche l'assessore Ines Seletti, che ha ricordato come le parole partecipazione, rigenerazione, sostenibilità «siano a me molto care». La delegata del rettore dell'Università per l'orientamento Chiara Vernizzi ha confessato: «Da architetto vedere una sensibilità così diffusa su questi temi mi apre il cuore, per cui noi ci saremo». A coordinare «Blu Parma» ci pensa «Manifattura Urbana», che in questa prima fase realizza un'analisi conoscitiva dell'area interessata, mediante una raccolta dati di carattere ambientale, storico, sociale, architettonico e urbanistico: un'analisi che si completerà con la raccolta delle esigenze e delle proposte degli studenti, dei docenti, dei genitori e dei cittadini (questionario online). Una partecipazione attiva al progetto, di giovani e meno giovani, che con questo coinvolgimento rafforzeranno il senso di appartenenza. L'analisi è stata presentata da Francesco Fulvi e Giulia D'Ambrosio: «E' un progetto partecipato che funzionerà: quest'area esterna lascia spazio all'immaginazione, con i cortili, il verde ma anche muri e asfalto. E con problematiche che riguardano l'inquinamento e la mobilità. Le potenzialità sono tante». Un campus in cui realizzare spazi per lo sport, magari un'arena con un palcoscenico, un orto con alberi da frutto e, soprattutto, una buona rete wi-fi, panchine e tavoli per studiare e incontrarsi. Là dove un giorno via Toscana sarà più bella e fruibile per la gente del quartiere e dove gli studenti vivranno la scuola oltre la campanella.

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