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serie A

Parma-Inter, la differenza l'ha fatta la motivazione

10 febbraio 2019, 06:01

Parma-Inter, la differenza l'ha fatta la motivazione

Paolo Grossi

La differenza tra Parma e Inter, ieri sera, l'ha fatta, oltre al tasso tecnico diverso, la carica agonistica, quella motivazione in più che hai quando ti senti spalle al muro. Non potevano averla i crociati a 29 punti in classifica, l'hanno invece mostrata, almeno nell'arrembante secondo tempo, i nerazzurri. I quali si erano presentati con grande umiltà e circospezione: basti pensare che la palla è entrata nel terzo di campo difensivo del Parma solo dopo 4 minuti e 40 secondi. Spalletti ha varato un 4-2-3-1 con Nainggolan alle spalle di Icardi e Joao Mario e Perisic ai suoi fianchi. Insomma, chi si aspettava un'Inter allo sbaraglio si è subito dovuto ricredere. Spalletti deve ave pensato prima di tutto a non perdere, sapendo che le parole di fiducia espresse da Marotta («In 22 anni non ho mai esonerato un allenatore») in assenza di risultati cono scritte sulla sabbia.

SULLA TRAVERSA

I nerazzurri rischiano la costruzione dal basso ma il Parma pressa alto e li mette in difficoltà. Irrati chiude gli occhi su un'entrata di Joao Pauloo su Barillà che chiama il giallo da lontano un chilometro, e intanto l'Inter ha preso campo e con cross alti e bassi comincia a solcare l'area gialloblù. Al 21' però è Gervinho, a conclusione di una bella doppia triangolazione con Barillà, a centrare la traversa con una sassata da dentro l'area su cui Handanovic non fa neanche in tempo ad alzare le mani. A questo punto Spalletti ha tirato indietro Perisic e spostato Nainggolan vicino a Icardi. Poi è Sepe che deve immolarsi in uscita bassa per chiudere su Perisic, partito in contropiede dopo che Irrati aveva ignorato un altro fallo su Inglese. Al 40' altre invettive verso l'arbitro che lascia ripartire l'Inter dopo un'entrata al limite dell'area di Vecino (appena ammonito) su Kucka. Poco prima del gong Inglese si gira bene in area ma non centra i pali.

A metà gara il risultato è giusto, ma c'è il rammarico per la traversa di Gervinho che avrebbe potuto dare una botta anche morale all'avversaria. L'Inter si conferma piuttosto appannata: brillano i due centrali difensivi e poco altro. Il Parma ha fatto bene, con compattezza, fisicità e qualche spunto offensivo degno di miglior sorte.

IN APNEA

Quando si ricomincia è ancora decisivo Sepe in uscita bassa nel chiudere la strada a Nainggolan. L'Inter ora preme, Icardi sguscia via a Alves e di testa sfiora il bersaglio. Il gol è nell'aria e arriva al 9' su calcio d'angolo. Da due passi D'Ambrosio, sfuggito a Barillà, insacca di testa. Palla al centro ma lì arriva il richiamo del Var che ha notato un tocco decisivo con il braccio: Irrati visiona il filmato e annulla la rete tra i boati di gioia dei parmigiani e i buu degli interisti. Adesso però il Parma non riesce più a venir fuori dai suoi trenta metri e annaspa visibilmente davanti al forcing avversario. Raramente quest'anno s'è assistito a un assedio del genere, attenuato dai frequenti errori nell'ultimo tocco degli interisti. Al 75' entrano Lautaro Martinez e Stulac ma è l'interista a risultare decisivo quando Kucka si fa svellere dai piedi, nel cerchio del centrocampo, un pallone da Perisic che lo serve proprio a Lautaro, seguito nel suo taglio da Iacoponi che non riesce però ad impedirgli un diagonale potente e preciso sotto la traversa. Poco dopo Vecino avrebbe al palla per il 2-0 ma calcia fuori e un minuto dopo, quando centra la porta vuota, c'è Gagliolo a ribattere fuori: arriva Brozovic e colpisce il palo. Insomma, il Parma è alle corde, il secondo tempo dell'Inter è stato devastante. Nel recupero prova una girata Inglese ma la conclusione esce fiacca: ci vorrebbe ben altro per impensierire Handanovic.

Peccato, perché il Parma del secondo tempo di ieri non è stato quello di Torino. E' mancato il furore agonistico, è mancato un po' di fisico: fatto sta che la gara è scivolata via e l'Inter non ha rubato nulla. Nulla di grave ma attenzione; questa squadra si esprime bene quando è ipermotivata. Bisogna che, avvicinandosi alla salvezza, non molli nulla sotto questo aspetto.

LE PAGELLE

SEPE 7 - Non sono bastate, ma le sue due uscite basse sui piedi di Perisic prima e Nainggolan poi sono state davvero mirabolanti, e avevano aiutato il Parma a rimanere in partita. Sembrava il debuttante Buffon su Weah... Sul gol nulla ha potuto, come Handanovic quando Gervinho ha centrato la traversa.

IACOPONI 6 - Ha giocato un'ottima partita, attento, tempestivo in alcune chiusure perché non era facile dato che veniva spesso raddoppiato sulla sua fascia. Non siamo sicuri però che abbia fatto la cosa giusta in occasione del gol. Ha seguito Lautaro senza tentare il fuorigioco, però non lo ha contrastato abbastanza da impedirgli quel supergol.

BRUNO ALVES 6,5 - L'Inter lo aveva cercato negli ultimi giorni di mercato e lui le ha risposto sul campo con una prestazione maiuscola, sovrastando quasi sempre Icardi nel gioco aereo e frenandolo anche con palla a terra.

BASTONI 6 - Anche lui dà battaglia con ardore infischiandosene della infelice uscita di Spalletti alla vigilia. Nella ripresa non era facile restare a galla perché si è giocato a una porta, ma lui ha mostrato la solita freddezza.

GAGLIOLO 6 - Un salvataggio determinante quando si era già sull'1-0, tanta altra lotta ma anche alcuni tocchi approssimativi in impostazione. Ammonito, salterà Cagliari perché era diffidato.

KUCKA 5,5 - In realtà per un'ora ha giocato anche bene, confermando la crescita fisica già intravista a Torino. Ci ha messo mestiere e grinta, ma ha perso un pallone che non doveva perdere, in quella situazione, lanciando l'Inter verso l'1-0.

SPROCATI - sv

SCOZZARELLA 7 - Una signora partita, chiusa anzitempo quando si era ancora sullo 0-0, ma fatta, prima, di tanta positiva presenza nel vivo del gioco, sia in fase di interdizione, dov'è stato preziosissimo, che in costruzione, dove però ha inciso meno.

STULAC - sv

BARILLÁ 6 - Lui il carattere e la grinta ce li mette sempre, e anche tanta corsa. Si appisola solo sul gol annullato a D'Ambrosio. Meno presente del solito con gli inserimenti offensivi.

SILIGARDI 5,5 - D'Aversa lo preferisce a Biabiany e lui si mette a disposizione con grande generosità anche per frenare le avanzate di Asamoah. In avanti però lo si vede assai di rado.

BIABIANY 5 - Davvero poca cosa la sua partita, fatta di tanta confusione e approssimazione. veniva da due gare fatte bene, speriamo quella di ieri sia stata, al cospetto della sua ex squadra, una parentesi negativa.

INGLESE 5,5 - Un tiro in giravolta nel primo tempo, ma ieri si è divertito poco perché i centrali avversari non gli hanno concesso n centimetro. Nella ripresa è parso quasi sfiduciato, probabilmente hanno inciso le magagne fisiche che ha avuto in settimana.

GERVINHO 5,5 - Una gran traversa, che avrebbe potuto, fosse stato gol, scrivere un'altra storia, poi però solo qualche segnale di fumo e poca, troppo poca sostanza in entrambe le fasi.

All. D'AVERSA 5,5 - Sulla formazione, e anche sui cambi, poco da dire. E' stato tutto razionale, senonché le riserve sono tornate a non incidere e la squadra si è dissolta sia fisicamente che mentalmente nel secondo tempo ben prima di incassare il gol.

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