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Fontanellato

Aggredisce e minaccia i genitori e poi si barrica in casa

11 febbraio 2019, 06:03

Aggredisce e minaccia i genitori e poi si barrica in casa

Chiara De Carli

Pomerigio di terrore in una palazzina di via Padre Masotti a Fontanellato, zona tranquilla a poche decine di metri dal Santuario e dal Centro Cardinal Ferrari. Tutto è cominciato attorno all’ora di pranzo in uno degli appartamenti al civico 3, dove una famiglia originaria dell’Albania ma residente in paese da oltre vent’anni, si era appena seduta a tavola. Apparentemente una domenica come altre se non fosse stato per l’ennesimo colpo di testa del figlio ventottenne della tranquilla coppia di operai sessantenni, un giovane già ben conosciuto in paese per la sua irrequietezza. Probabilmente alterato da un mix di droga e alcool, stando alle prime ricostruzioni il giovane si sarebbe innervosito a causa di una frase pronunciata dai genitori iniziando una discussione sempre più animata e violenta. Una rabbia che la madre e il padre hanno cercato di contenere, almeno fino a quando il figlio ha afferrato un grosso coltello da cucina e ha iniziato a minacciare di morte i familiari.

La coppia è riuscita a chiedere aiuto all’altro figlio che vive poco lontano e si è precipitato nella palazzina. Neppure il suo intervento è riuscito a placare l'ira del 28enne che, anzi, diventava sempre più fuori controllo: i genitori e il fratello si sono precipitati fuori dalla casa e hanno chiamato il 112. All’arrivo dei carabinieri di Fontanellato il giovane si è letteralmente barricato in casa continuando a dare in escandescenze: c'era anche il timore che potesse compiere un gesto estremo.

In via Masotti è arrivata un’ambulanza della Croce Rossa locale e, a supportare i colleghi, sono sopraggiunti i carabinieri delle stazioni di Soragna e Fidenza. Ma il giovane albanese non si calmava, non sentiva ragioni: ha continuato a rimanere sordo agli appelli dei genitori e del fratello, arrivando a minacciare anche i militari.

Per sbloccare la situazione il comando provinciale dell’Arma ha inviato a Fontanellato un «negoziatore»: un militare con una lunga esperienza proprio in queste delicatissime situazioni. Dopo una paziente «trattativa», attorno alle 17 è riuscito a convincere il giovane ad aprire la porta. I carabinieri l'hanno finalmente preso in custodia: accompagnato prima in caserma e poi nel carcere di via Burla dove ora il ventottenne resterà in attesa di essere processato per minacce e violenze domestiche. Il pomeriggio ad alta tensione ha tenuto con il fiato sospeso tutto il quartiere: ma in strada, a parte il via vai concitato delle forze dell'ordine, pochi curiosi. I residenti hanno seguito le fasi drammatiche dell'arresto da dietro le finestre.

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