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Rissa in zona stazione: i tre colpi sparati all'auto in fuga

11 febbraio 2019, 06:00

Rissa in zona stazione: i tre colpi sparati all'auto in fuga

Leonardo Sozzi

Quello che è certo e che c'è qualcuno che si permette di girare con in tasca una pistola che non esita ad utilizzare, se necessario. Non sarebbe un potenziale serial killer o un rapinatore dal grilletto facile, ma è un uomo - uno straniero che vive probabilmente in città - che comunque gira armato.

NUOVI PARTICOLARI
Sono emersi nuovi particolari della rissa con sparatoria che si è consumata sabato pomeriggio - erano le 17 circa - a Salsomaggiore, in zona stazione, nei pressi del bar Mazzini e dell'ufficio postale. Le persone coinvolte, quasi sicuramente quattro - forse cinque - sono arrivate all'incrocio tra via Puccini e via Indipendenza su due auto. A quanto pare stavano già litigando e il tutto avrebbe preso inizio in un'altra zona della città termale, forse in via Milano. Lì - all'incrocio dove ieri si aggiravano ignare le galline che da anni vivono nel Parco - queste persone, sembra tutte di origine albanese, hanno coinvolto un altro uomo che probabilmente era appena uscito dal bar dove stava bevendo un caffè. In pochi minuti è successo il finimondo: botte da orbi con spranghe e bastoni, urla e colpi di cacciavite. Poi il fuggi fuggi e, uno di loro, che estrae una pistola - pare di piccole dimensioni, forse una calibro 22 - e spara almeno tre colpi. Secondo alcune testimonianze, che sono al vaglio degli inquirenti, l'uomo avrebbe sparato verso l'auto - una utilitaria grigia - che, sgommando, stava partendo. Avrebbe mirato all'altezza delle ruote o del baule. Dunque forse non per uccidere. Uditi gli spari, diverse persone si sono precipitate fuori dal bar. Qualcuno avrebbe visto anche una degli albanesi coinvolti, sanguinante al volto, salire di fretta su una delle auto. Tracce di sangue e bossoli sono rimasti sull'asfalto, così come i vetri rotti di un finestrino di un furgone parcheggiato lungo il viale.

LE INDAGINI
Pochi minuti e l'arrivo dei carabinieri. Sui primi riscontri delle indagini, i militari dell'Arma non si lasciano sfuggire nulla con la stampa. Solo che dalle ricerche effettuate negli ospedali di un ampio territorio, per ora, non si sarebbero presentate persone con ferite compatibili con quello accaduto durante la rissa. Soprattutto con ferite da arma da fuoco. Sta a significare che, un eventuale persona centrata da un colpo di pistola, non si sarebbe rivolta alle strutture sanitarie ufficiali o - più probabilmente - nessuno sia rimasto colpito da uno dei tre spari.

LO CHOC DEI BARISTI
«Ci teniamo a dirlo: il bar non centra nulla con quello che è accaduto. Si sono picchiati fuori, in strada, e solo quando si sono sentiti i colpi di pistola i clienti che stavano guardando tranquillamente la partita sono corsi fuori per capire cosa era successo». Ieri pomeriggio il bar Mazzini (una volta era il «Pam Pam», i salsesi forse lo ricordano con quel nome) era gremito. La clientela, in gran parte straniera, impegnata a guardare le partite sugli schermi. Caffè, bianchini, qualcuno che legge il giornale. «Ero qui con mia figlia piccola e praticamente non mi sono accorta di nulla - racconta la moglie del titolare -. Altrimenti avrei chiamato io per prima i carabinieri». Invece tutto si è svolto fuori, all'incrocio che dà su viale Indipendenza, a due passi dal laghetto dei Cigni del parco Mazzini. Qualcuno pare conosca di vista almeno una delle persone coinvolte, ma giura non sia un abituale frequentatore del locale.

I MOTIVI DELLA LITE
Questo è il lavoro più difficile per gli inquirenti. Le indagini, portate avanti dalle Compagnia carabinieri di Salsomaggiore, stanno cercando di concentrarsi - oltre che, ovviamente, sull'individuazione dell'identità delle persone coinvolte - sui motivi che hanno scatenato la rissa e se effettivamente sia nata in un altro locale di Salso. Per dare un volto a quelle quattro persone e scoprire chi è quell'uomo che si permette di girare per Salso con una pistola in tasca.

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