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Intervista

Finocchiaro: «Scoprirsi eroi in un mondo di ansie»

12 febbraio 2019, 06:00

Finocchiaro: «Scoprirsi eroi in un mondo di ansie»

MARA PEDRABISSI

Perde il filo, nei panni di un inadeguato Teseo, perché toccare il fondo è il modo più doloroso ma efficace per ritrovare se stessi. Angela Finocchiaro, attrice e comica, due volte vincitrice del David di Donatello, con quella faccia un po' così, di quella che no, non dice le bugie (e, forse, per questo amata dai pubblicitari), fa il pieno all'Arena del Sole di Roccabianca, dove arriverà sabato alle 21.15 appunto con «Ho perso il filo», già tutti venduti i biglietti in prevendita. Ma fa anche il pieno sui social: il video sulla drammatica situazione dei rifiuti per Natale a Roma, gag dal vero, di feroce delicatezza, girata con l'amica Maria Amelia Monti, in un turbinio di “inoltra” e “condividi”, è arrivato sui telefonini di moltissimi italiani. E, in questa chiacchierata, ci racconta anche come è nata l'idea del video.

Signora Finocchiaro, torna a Roccabianca, dove già fu accolta con grande affetto ai tempi di «Open Day». Ora presenta «Ho perso il filo», scritto da Walter Fontana, autore di «Open Day».

«Sì, e anche con la regista, Cristina Pezzoli, avevo già lavorato. Proprio perché eravamo un gruppo affiatato, abbiamo deciso di sperimentare nuovi linguaggi espressivi. C'è un prologo, poi lo spettacolo vero e proprio. Mi presento con il mio nome, Angela, e sono un'attrice stanca dei soliti ruoli. Per questo decido di essere Teseo. Ma, appena mi infilo nei meandri del labirinto, vengo assalita da strane creature che mi fanno sentire inadatta, inadeguata. E inizia un gioco al massacro, fino a quando, a modo mio, riesco a essere un eroe».

Oggi, in giro, ci sono pochi eroi.

«Infatti, il testo racconta la mediocrità di questa donna che, nel labirinto, svela ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi. Ma, al tempo stesso, è costretta a riscoprire il senso di parole inusitate, come coraggio e altruismo».

Ci diceva, dei linguaggi nuovi. Qui in scena è circondata dalle “Creature”, ovvero gli atletici danzatori del coreografo Hervé Koubi, che noi a Parma abbiamo conosciuto per il potente «Les nuits barbares», evento in esclusiva per la prima volta in Italia all'Arena Shakespeare nel 2017, con il sostegno di Fondazione Pizzarotti.

«Il coreografo francese Hervé Koubi è molto bravo e mi consente una formula nuova rispetto ai precedenti spettacoli. Le sue “Creature” sono un misto tra acrobati e spiriti dispettosi. Sono ballerini tra i 21 e i 30 anni e trasmettono una straordinaria energia».

A proposito di colleghi, condivide un percorso ventennale con Claudio Bisio, dalla sitcom «Zanzibar» (Italia 1, 1988), a tutte le volte che è stata sua moglie al cinema («Benvenuti al Sud», «Benvenuti al Nord»). Lo ha visto a Sanremo?

«No, perché ero impegnata con la tournée. Ma di Bisio posso dire che lo amo, lo adoro. E' un artista serio e preparato, per questo diventa facile lavorare con lui».

Con la sua collega Maria Amelia Monti, invece, ha realizzato un ironico video di denuncia che è diventato virale...

«Ah, certo. Ero a Roma, nei giorni precedenti il Natale, ospite da Maria Amelia, che è una cara amica. C'era un'emergenza rifiuti vera, che causava disagi e pericolo. Per questo, un giorno siamo, scese in strada e abbiamo deciso di fare quel video. Ma non siamo state le uniche, molti cittadini hanno fatto altrettanto. Certamente noi ci abbiamo messo l'ironia, la notorietà e la nostra faccia per denunciare un problema».

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