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LESIGNANO

Furti seriali delle fototrappole per i lupi

13 febbraio 2019, 06:00

Furti seriali delle fototrappole per i lupi

MARIA CHIARA PEZZANI

LESIGNANO Sale a sette il numero di fototrappole rubate nelle ultime settimane nel territorio di Lesignano. Una preoccupante scia di furti che rischia di diventare una consuetudine e che mette in seria difficoltà chi utilizza questi mezzi per monitorare la fauna locale, in particolare la popolazione dei lupi.

Uno dei dispositivi rubati si trovava nei pressi di una strada in località Faviano di Sopra. Ad installare la fototrappola è stato Luigi Molinari, ricercatore del Wolf Apennine center del Parco nazionale dell’Appennino Tosco emiliano, che attualmente opera all’interno del progetto M.I.R.CO cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Life. «Le fototrappole sono strumenti molto utili per il nostro lavoro perché ci consentono di conoscere informazioni sui lupi che difficilmente avremmo a disposizione – spiega Molinari -. Grazie ai filmati possiamo sapere la composizione del branco, se si sono riprodotti o se ci sono segni di ibridazione con i cani». In particolare nelle ultime settimane il lavoro si stava concentrando su una lupa: «Una femmina che abbiamo dotato di collare con gps, in modo da monitorare i suoi spostamenti – prosegue Molinari - e attendevamo di capire se si fosse accompagnata con un maschio, cosa che poi abbiamo verificato dalle immagini». Informazioni importanti non solo da punto di vista scientifico e divulgativo, ma fondamentali anche per poter rispondere alle domande preoccupate della popolazione che vive sempre con un certo timore la presenza di questo animale.

Ma per assurdo appare ormai più facile filmare il lupo che tenere le fototrappole intatte e al loro posto, «nonostante siano fissate con cavi di acciaio e di fianco al dispositivo venga anche appeso un cartello che spiega la natura dello strumento e la sua funzione - sottolinea Molinari - . È già la seconda fototrappola che ci rubano, ma non è un episodio isolato, ne hanno sottratte altre tre ad una amica, che ha sporto denuncia ai carabinieri, e due ad un'altra persona» . Quest’ultimo caso, avvenuto domenica scorsa sempre nella zona di Lesignano, è quello che più ha turbato, perché il furto è avvenuto in una zona privata, lungo una strada frequentata solo dal proprietario e dai cacciatori. E lo strumento era stato montato per semplice diletto, al fine di osservare la quantità e la varietà di animali che si aggirano nei dintorni.

Senza prove oggettive la denuncia è stata fatta contro ignoti. Resta l’amarezza per questi episodi, per le informazioni andate perse e per lo spreco di risorse. C’è invece una consapevolezza. Nonostante la fototrappola sia uno strumento innocuo, un occhio nel bosco a qualcuno dà fastidio. Non agli animali però.

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