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A 56 anni

Addio a Lillo Pecoraro, grande batterista e «bidello» del Melloni

14 febbraio 2019, 06:02

Addio a Lillo Pecoraro, grande batterista e «bidello» del Melloni

MARA VAROLI

Domani sera gli Sciò Max suoneranno per lui. Al Barrique di via Abbeveratoia, «per il grande amico e il grande musicista». Un concerto per Lillo Pecoraro, scomparso ieri dopo una breve malattia. A 56 anni. E il rock sarà il migliore modo per ricordare il batterista, che sapeva cantare, arrangiare e «suonare con il cuore», come dicono i «colleghi»: «Al Lillo la musica piaceva tutta - dice Max Bozzani -, per cui bastava chiamarlo e lui saliva sul palco».

Era nato il 9 settembre 1962 a Cianciana, uno storico paese dell'entroterra siciliano dove il cielo è sempre di una luce dorata. E anche se dalla provincia di Agrigento nel 1995 era arrivato nella nebbia di Parma, quella luce non l'aveva mai spenta, grazie a quel sorriso, che gli caratterizzava un'espressione di entusiasmo per la vita. Sposato con Filippa, Lillo Pecoraro era orgoglioso di Giulia, l'adorata figlia a cui aveva trasmesso la passione del canto. Di professione, collaboratore scolastico prima all'Ipsia Primo Levi e poi all'istituto Melloni: un «bidello» molto amato dagli studenti, che lo seguivano anche ai concerti. «Il Melloni - fa sapere l'istituto - piange Bartolomeo Pecoraro, meglio noto come Lillo, figura di riferimento per tutti. Responsabile della sicurezza, del parcheggio auto, del primo piano dell’ala est e di un’infinità di piccoli e grandi lavoretti, era portatore di un’allegria istintiva. Anche quando la sua funzione lo costringeva a richiamare qualcuno, sapeva poi riprendere i rapporti con naturalezza, consapevole com’era che tutti possiamo sbagliare e che un occhio di riguardo bisogna averlo con tutti. Tutta la scuola in cui ha lavorato si stringe intorno alla sua famiglia. Ricorderemo la sua fisionomia alla Kabir Bedi, che faceva di Lillo il Sandokan del Melloni: forse un po’ pirata, ma certo un signore. E soprattutto un grande amico di tutti».

La scuola e i «piatti»: «Lillo era un musicista dentro - continua Max Bozzani -. Un polistrumentista: suonava anche il basso e la chitarra. Con la voglia e la bravura che lo contraddistinguevano, ha suonato con tantissime formazioni. Non per ultimo, il nostro gruppo Sciò Max e ancora prima i Max Ensemble, dove suonava anche Francesco Palmas, anche lui purtroppo scomparso». Pop, rock e ancora blues e jazz: «Lillo ha fatto parte anche dei Souka Blues band per un tributo ai Rolling Stones - ricorda Bozzani -. Una persona che aveva un grande senso ritmico, con cui sperimentava vari generi, negli ultimi tempi persino il liscio. A Lillo piaceva tutta la musica: non solo live, ma ha inciso anche dei dischi. Un musicista che suonava con l'istinto: un batterista che sapeva coinvolgere il pubblico con le sue performance. Suonava con una naturalezza incredibile. Soprattutto - sottolinea Bozzani - era una persona con un cuore grande così: trovava sempre il tempo per aiutare il prossimo. Una persona ottimista e combattente: anche durante la malattia ha sempre dimostrato la sua forza». L'amico Giorgio Sartori, commosso, lo saluta così: «Maestro, al termine delle tue esibizioni facevamo sempre due chiacchiere, in particolare della tua bella Sicilia, e i tuoi occhi si illuminavano d'immenso amore per la tua terra... Ci dedicavi sempre "Guardastelle"... Ora sappiamo che ogni volta che volgeremo lo sguardo al cielo la stella che brillerà di più sarai tu... Ci farai l'occhiolino con le bacchette in mano!». E Paola Perrone aggiunge: «Ci ha fatto incontrare la musica. Tra te e noi c'era un abisso di bravura, esperienza, professionalità. Non ce lo hai mai fatto pesare. Ci hai aiutato ad avvicinarci al canto senza mai farci sentire scarsi o inadeguati. Tu oltre che un ottimo batterista eri anche un cantante ed un perfetto interprete di Pino Daniele. Quante volte ti abbiamo chiesto una sua canzone e tu ti mettevi a ridere e rispondevi: "Ancora!..." per poi scioglierci il cuore con la tua voce calda e meravigliosa. "Bravo Lillooooo!": quante volte te lo abbiamo urlato e non importa se eravamo in teatro, in un locale, per strada: partiva spontaneo, impossibile trattenerlo. Vogliamo pensarti seduto su di una stella con le tue bacchette, accanto a Francesco e nelle sere d'estate ci sembrerà di sentirvi ancora suonare, cantare, ridere. Non ti diciamo addio Lillo, ti tratteniamo nei nostri cuori e nella nostra mente e continuiamo ad aspettarti, certi che un giorno ci rivedremo: sei solo ad un concerto nella stanza accanto». Tant'è che Joe dj conclude: «La musica ti ha accompagnato da sempre e noi con la musica e nella musica sempre ti ricorderemo».

Stasera alle 20,30 ci sarà il rosario nella chiesa di San Marco e i funerali si svolgeranno domani alle ore 14,15, partendo dall'Hospice Piccole Figlie per la stessa chiesa.

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