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A Traversetolo

Quarto furto in casa in quattro anni

14 febbraio 2019, 06:00

Quarto furto in casa in quattro anni

Bianca Maria Sarti

La quarta visita dei ladri in quattro anni: ormai si può parlare di accanimento nei confronti della famiglia di Traversetolo che vive in una casa indipendente del quartiere Cadoppi. In questi giorni nel paese e nelle frazioni si sono verificati diversi furti e, tra i più recenti c'è, appunto, quello della famiglia che aveva già subito il primo furto ormai quattro anni fa. «Erano già entrati in casa nostra due volte – ricorda il papà – La seconda volta che sono venuti era notte ed eravamo in casa con i bambini. Ci siamo svegliati e loro sono scappati portando via un paio di scarpe trovato all'ingresso. L'ultimo tentativo l'hanno fatto nel settembre 2017, un anno e mezzo fa. Hanno provato a spaccare la porta con un piccone alle cinque del pomeriggio ma è scattato l'allarme e sono scappati».

Questa volta, però, i ladri sono riusciti ad entrare, nonostante tutti i dispositivi di sicurezza di cui la famiglia ha dovuto dotarsi nel tempo e nonostante l'attenzione dei vicini. Tutto è successo martedì scorso alle 11 del mattino. «La casa era vuota da appena un'ora – spiega il papà – perché mia suocera era venuta alle 10 a prendere mio figlio piccolo, che è malato. I ladri sono passati dal retro, tagliando la rete del vicino». Una volta arrivati nel cortile i ladri hanno puntato alla casetta per cercare attrezzi da scasso. «Hanno forzato la porta e sono entrati nella casetta di legno –racconta la vittima - Lì hanno trovato un seghetto che tengo per i lavori in giardino e con quello hanno tagliato le inferriate della finestra che dà sulla taverna». Alla fine del lavoro, che deve aver preso parecchio tempo, i malviventi hanno spaccato la finestra e sono entrati in casa. A quel punto, però, è successo qualcosa di insolito.

«Il nostro impianto di allarme era in funzione – racconta il proprietario -normalmente dopo qualche secondo scatta e partono immediatamente le chiamate ai cellulari. Eppure loro sono riusciti, quasi andassero a colpo sicuro, a trovare in quei pochi secondi la centralina in garage, e l'hanno staccata dal muro, poi hanno rotto anche l'altra centralina al primo piano». In questo modo le chiamate non sono mai partite. Però l'allarme ha continuato a suonare. «La nostra vicina mi ha chiamato per sapere se l'allarme che sentiva suonare era il nostro – racconta il papà – ma dopo aver visto che sul cellulare non avevo nessuna chiamata ho risposto che probabilmente era l'allarme di qualcun altro». Così i ladri hanno agito pressoché indisturbati: hanno ripulito le camere rubando gioielli e oro per un valore di circa 2 mila euro; poi sono passati alla casa della nonna tramite una porta comunicante, dove però non hanno trovato nulla. «Cosa volevano trovare? È la quarta volta che vengono» commenta esasperato il proprietario.

A scoprire cosa era accaduto è stato il figlio adolescente, nel pomeriggio. «Quando è rientrato a casa ha notato un'anomalia nell'allarme, come fosse guasto. Così ha girato intorno alla casa e ha visto l'inferriata divelta e la finestra rotta. A quel punto ha chiamato noi e abbiamo atteso insieme l'arrivo dei carabinieri». Oltre alla perdita economica, restano i danni, il caos da sistemare e, soprattutto, il senso di impotenza. «Ormai bisognerebbe smettere di parlare e passare ai fatti – commenta la vittima – il problema non è nostro, è di tutti: servono leggi che scoraggino davvero questi comportamenti e prevedano il rimpatrio per i ladri che vengono da altri paesi».

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