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Un'anziana di 91 anni

L'anagrafe dice che è morta. Ma non è vero

15 febbraio 2019, 06:03

L'anagrafe dice che è morta. Ma non è vero

LUCA PELAGATTI

Avete presente «Il fu Mattia Pascal»? E' la storia di un uomo creduto morto che ne approfitta per rifarsi una vita. Ma quella è letteratura, la trama strampalata inventata da un premio Nobel come Pirandello. Quella di Maria, invece, è, purtroppo realtà. E di premi per lei, e i suoi familiari, non ce ne sono. Piuttosto solo grane. E pure belle grosse.

Per farsene un'idea occorre tornare al 7 dicembre scorso quando Maria è morta. Un dramma? No, una beffa. Perché, in realtà, Maria, per quanto con 91 primavere sulle spalle e la salute acciaccata, è vivissima e vivace, accudita con affetto nella sua casa della prima periferia. Anche se per l'anagrafe di Parma è deceduta.

Ad accorgersene è stato il figlio che, come accade spesso, è andato dal medico curante per farsi prescrivere dei farmaci per la mamma. «Mi spiace, non posso darti la ricetta - è sbottato il medico scorrendo lo schermo del computer. - Tua madre non è più una mia paziente. Anzi, da quello che c'è scritto non è più neppure in vita».

Immaginate la reazione dell'uomo che prima ha sorriso. E poi è sbiancato «Ma come? Mia madre è in casa come sempre. E sta bene». Già, ma pur essendo in forma e battagliera Maria è stata cancellata dai registri dei cittadini di Parma. Detto così pare una cosa da poco: ma significa che l'anziana non esiste più. Non è più una paziente per l'azienda sanitaria e non è una titolare di pensione di vecchiaia e di invalidità: insomma, non è più nulla di tutto quello che serve per tirare avanti. E il figlio, sconcertato ha provato di tutto per «riportarla in vita».

«Sono corso immediatamente all'Ausl dove ho raccontato la situazione. Mi hanno spiegato che in automatico, quando si viene segnalati come deceduti dall'anagrafe, si cessano di avere i servizi medici. Allora mi sono fiondato al Duc spiegando l'accaduto ad una addetta. Che prima ha detto che non era possibile. Poi che si trattava di un caso di omonimia. E per finire, dopo una mezz'ora di attesa, che tutto era risolto. Ha anche riferito che sarebbe immediatamente inserita di nuovo nell'anagrafe e che anche con gli enti pensionistici si sarebbe tutto chiarito».

Era il 17 dicembre e Maria era già «scomparsa» da dieci giorni. Purtroppo lo sarebbe rimasta ancora per un po'. «Il 20 dicembre infatti - prosegue il figlio - ho chiamato a Roma luno degli enti previdenziali che erogano la pensione di mia madre. E mi hanno risposto che per loro era ancora deceduta. E che quindi la pensione era stata cancellata».

Nuova corsa al Duc, nuova affannosa spiegazione. E nuova rassicurante spiegazione. «Ora è risolto tutto. E la notifica informatica rimetterà in moto il meccanismo», ha sancito con convinzione l'addetto

Tutto è bene quel che finisce bene, quindi? No, non proprio. Perché gli enti previdenziali, per quanto Maria sia stata reinserita in anagrafe non hanno per nulla preso in carico la segnalazione. E un impiegato, cinico ma sincero, ha anche riassunto il tutto con una sola frase. «Non esiste una procedura automatica per riaprire le posizioni cessate. Perché non è previsto che qualcuno possa risuscitare».

«L'Inps adesso ha fatto ripartire la pensione anche se resta un mese di arretrato che chissà quando mia madre potrà percepire. Per la seconda pensione invece è ancora peggio: in queste ore è arrivata una raccomandata in cui l'ente chiede la restituzione della pensione percepita ingiustamente dal 7 dicembre. Ovvero dal giorno della scomparsa di mia madre», conclude l'uomo che confida che le cose, prima o poi, si rimettano a posto. «Resta lo sconcerto per un errore davvero inspiegabili e soprattutto l'amarezza per la poca sollecitudine del Comune. Nessuno mi ha chiesto scusa, nessun responsabile mi ha contattato. Perché per carità, tutti possono sbagliare. Ma poi si deve rimediare».

La chiusa di questa storia, doverosamente, la concediamo a Maria che pochi giorni fa ha spedito agli enti previdenziali una sua missiva: «La sottoscritta dichiara di essere viva e vegeta e il mio presunto decesso è un errore». Nel foglio non c'è scritto: ma da qualche parte, sottinteso, si intravede un «malgrado voi».

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