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INCHIESTA

Maxi frode del vino, indagati anche i titolari della Ilcotre di Torrile

15 febbraio 2019, 06:01

Maxi frode del vino, indagati anche i titolari della Ilcotre di Torrile

GEORGIA AZZALI

Un banalissimo refuso. Brutto da vedere sull'elegante etichetta di un vino pregiato, ma soprattutto un passo falso imperdonabile per chi deve orchestrare una truffa milionaria. E allora quell'«altidudine», riferito all'altezza del vitigno, quella «d» al posto della «t», è diventata la firma dei falsari, oltre che la prima prova per gli investigatori che erano sulla pista giusta. Una colossale frode da quasi 2 milioni di euro, scoperta dai Nas di Firenze e Cremona, che aveva portato sul mercato - italiano e straniero - circa 11mila bottiglie di (finto) Tignanello della casa vinicola fiorentina «Marchesi Antinori». Etichette tutte contraffatte e dentro alle bottiglie rosso da tavola di qualità mediocre invece del vino toscano Igt, che può costare anche qualche centinaia di euro . L'indagine, coordinata dal pm Fabrizio Pensa, ha fatto finire dietro le sbarre Matteo Fazzi, 30 anni, gestore di una palestra a Mantova e già qualche guaio giudiziario sulle spalle. Ai domiciliari, invece, la madre di Fazzi, Alessandra Maria Morini, 57 anni, titolare insieme al figlio di alcune società che si occupano di commercio online di attrezzature sportive, e Sergio Papa, 54, napoletano, residente a Viadana, collaboratore dei due. Oltre ai tre arrestati, sono indagati Fabrizio, Walter e Matteo Pioli, titolari dell'azienda di lavorazione di cartone Ilcotre di Gainago di Torrile. Tutti sono accusati di contraffazione di marchi e segni distintivi. Fazzi, Morini e Papa devono anche rispondere della contraffazione Igt del Tignanello.

DALLA TOSCANA A PARMA

Ed è nella terra dei grandi rossi che nel febbraio del 2017 prende il via l'indagine. La segnalazione di una tipografia di Pistoia al Nas fa scattare le prime verifiche: i titolari rivelano di aver ricevuto da un certo Paolo Rossi della società AB Comunicazione un ordine di riproduzione e stampa di 4500 etichette di vino Tignanello. Un perfetto sconosciuto nell'ambiente, il Rossi. Non solo. Le case vinicole importanti, come la «Marchesi Antinori», hanno proprie società di riferimento per le etichette e seguono un disciplinare preciso. Quando poi gli investigatori esaminano le foto delle etichette da riprodurre inviate dal Rossi (che poi risulterà essere il mantovano Antonio Fazzi), notano quel refuso dell'«altidudine». «Poi l'indagine viene trasferita da Pistoia a Parma - spiega il procuratore Alfonso D'Avino - perché proprio qui avviene il primo episodio di contraffazione: in una ditta di Parma, del tutto all'oscuro della frode, viene realizzato il cliché per stampa a sughero del marchio Tignanello. E sempre nel nostro territorio vengono stampati i cartoni contraffatti che contengono le bottiglie».

L'AZIENDA DI TORRILE

Ma se la prima società parmigiana, specializzata in fotoincisioni, non ha nulla a che fare con la maxi frode, i titolari della ditta Ilcotre di Gainago, secondo gli investigatori, avrebbero consapevolmente riportato il marchio Tignanello contraffatto su circa 400 cartoni di vino, che poi Fazzi, Morini e Papa avrebbero pensato a confezionare e mettere in commercio. Sentito dagli investigatori, Walter Pioli, uno dei titolari della Ilcotre, ha insistito sulla buona fede, dicendo che l'azienda era stata ingannata da Fazzi e Papa, ma per il pm - come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare - «resta il fatto che si era trattato di una committenza la cui trasparenza doveva risultare quantomeno dubbia, posto che il Fazzi, stando a quanto dichiarato dal Pioli, aveva affermato che la stampa serviva a sostituire cartoni originali che si erano bagnati . La commessa, peraltro, era stata eseguita e commercializzata "in nero"».

Il cartone interno, poi, non era perfettamente uguale a quello della ditta che dal 2005 è autorizzata a produrre gli imballaggi della «Marchesi Antinori». Una prova in più della contraffazione, secondo gli inquirenti. Che quindi avrebbe potuto contare anche su appoggi parmigiani.

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