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Fidenza piange Pastori, per anni primo violino alla Scala

16 febbraio 2019, 06:00

Fidenza piange Pastori, per anni primo violino alla Scala

Se n'è andato Adriano Pastori, borghigiano del sasso e per tanti anni primo violino al Teatro alla Scala di Milano.

Aveva 95 anni e proveniva dalla nota e stimata famiglia fidentina dei Pastori, originaria dello storico quartiere della Cittadella. Quando poi il bombardamento sulla città aveva raso al suolo la sua casa, si era trasferito in Oriola, dove poi ha sempre vissuto.

Aveva frequentato il Conservatorio diplomandosi in violino e pianoforte, strumenti che suonava divinamente. La musica era sempre stata la sua più grande passione e aveva iniziato a suonare a Salso, a Reggio Emilia, a Bologna, approdando poi al prestigioso teatro alla Scala di Milano, dove è rimasto sino al pensionamento.

Nonostante non fosse più in attività, era talmente profonda la sua passione per il violino, che aveva continuato a suonarlo, insieme al pianoforte, praticamente sempre. Insegnava ai giovani a suonare i due strumenti e uno dei suoi allievi, di recente, aveva vinto un prestigioso premio, classificandosi primo.Il maestro Pastori, aveva girato in lungo e in largo, anche all'estero, dove venivano rappresentate le grandi opere e per questo appena poteva si godeva la sua famiglia e la sua città, che tanto aveva amato.

Era profondamente innamorato del suo borgo, della sua gente, della sua storia e delle sue tradizioni. Nel quartiere Oriola, in pieno centro storico, dove abitava con la sua famiglia, respirava ogni giorno, quella boccata di ossigeno, che solo un borghigiano del sasso, può apprezzare. Era una persona cordiale, raffinata, brillante, a cui piaceva tenere le relazioni con la gente. Viveva con entusiasmo gli eventi della sua città, di cui conosceva ogni angolo, anche quello più sperduto. Un altro oriolano doc, Nino Secchi, nel suo ultimo libro «Ricordi borghigiani» gli ha dedicato ben due pagine intere, illustrando tutta la sua prestigiosa carriera di musicista.Lo si vedeva spesso per le strade del centro, dove si fermava sempre volentieri a dialogare con chi conosceva. E tutti lo salutavano con riverenza: «Buongiorno maestro». Nel tempo libero gli piaceva dedicarsi al giardino, ma anche alla lavorazione del ferro. Infatti sua era la griglia che sostiene la vetrinetta della Madonnina dell'Oriola di via Aimi, che aveva realizzato con Ugo Secchi. Ma era anche un profondo conoscitore di vini. La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio in tutta la città.

Adriano Pastori ha lasciato la moglie Milka Negri, la figlia Cristiana e i parenti. I funerali si celebrano oggi pomeriggio nella chieda parrocchiale della cattedrale, alle 15.30. Dopo la cerimonia funebre le spoglie saranno tumulate nel camposanto della città.

s.l.

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