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ASSOCIAZIONE

Centro aiuto alla vita, da 40 anni accanto a chi ha bisogno di sostegno

17 febbraio 2019, 06:00

Centro aiuto alla vita, da 40 anni accanto a chi ha bisogno di sostegno

MARIA TERESA ANGELLA

«Come sei arrivata in Italia?». «Mare, barca». Bastano due semplici parole a spalancare un mondo. Negli occhi di Edith, 28 anni, originaria della Nigeria, c'è molta timidezza e le parole escono in punta di piedi dalla sua bocca.

Lei è una delle migliaia di donne e madri che il Centro di aiuto alla vita ha accolto e sostenuto in quarant'anni di attività. Forse per colpa dell'italiano ancora zoppicante o del grande peso della sua storia, Edith non parla molto volentieri di come è arrivata in Italia, ma l'ambiente accogliente del Cav sta pian piano sciogliendo ogni nodo.

Questa donna è stata una delle migliaia di persone che ogni giorno affrontano un lungo, pericoloso e mortale viaggio dalle coste dell'Africa per arrivare in Italia a bordo di fatiscenti barconi. Arrivata un anno e sette mesi fa, Edith ha ripreso il lavoro che aveva interrotto nella sua terra natale. «In Nigeria studiavo, sono arrivata fino alla scuola secondaria, poi sono andata a lavorare come sarta - racconta orgogliosa -. Cucire mi piaceva molto e al Cav ho potuto continuare il mio lavoro grazie al laboratorio. In Africa ho lasciato mio figlio di 4 anni, mi manca molto», spiega Edith mentre tra le sue braccia si dimena il secondo nato di appena 10 mesi.

Accanto a lei c'è Fatori, orgogliosa madre trentenne di cinque figli, l'ultimo dei quali ancora nel passeggino. «Sono originaria del Senegal e sono arrivata in Italia dieci mesi fa grazie al ricongiungimento famigliare», spiega in un italiano invidiabile. «Vado a scuola di italiano al Cav - conferma sorridendo -. In Senegal ero insegnante elementare e qui vorrei imparare bene la lingua italiana per poi poterla insegnare». Fatori è una delle tantissime donne sostenute dal Cav, non solo con la scuola di italiano, ma anche con laboratori di cucito, incontri di formazione su maternità responsabile, malattie dei bambini, sviluppo psicomotorio, scuola e alimentazione sana.

Nei giorni scorsi queste madri e moltissime altre donne si sono ritrovate alla sede di Parma lirica per festeggiare insieme a operatori, volontari e sostenitori i quarant'anni di attività del Cav. «Da quando abbiamo iniziato la nostra attività è cambiato il contesto cittadino - prosegue la presidente Maria Bertoluzzi -. Il nostro scopo era ascoltare e sostenere soprattutto le donne italiane, ma negli anni abbiamo avuto la ricchezza di poter accogliere donne che provengono da altri Paesi. Il nostro “sì alla vita” continua». Presente anche l'assessore al Welfare Laura Rossi, che ha ricordato anche le comunità di accoglienza e gli appartamenti messi a disposizione dal Cav.

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