Sei in Archivio bozze

La «base» in Veneto

Il giro delle intestazioni fittizie: a Parma scoperte cinquanta auto

17 febbraio 2019, 06:03

Il giro delle intestazioni fittizie: a Parma scoperte cinquanta auto

MICHELE CEPARANO

Scoperto dai carabinieri di Parma un giro di automobili intestate fittiziamente a dei nigeriani.

I mezzi risultavano, appunto, di proprietà di «prestanome» in modo da permettere di circolare a persone a volte sprovviste di patente e, potrebbe anche essere, addirittura clandestine in Italia.

Le indagini dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Parma hanno fatto sì che si alzasse il velo anche in questo territorio su un fenomeno che va monitorato con sempre maggiore attenzione.

Le intestazioni fittizie sono infatti oggetto di indagini approfondite da parte delle forze dell'ordine che anche a Parma hanno portato alla luce un elevato numero di autoveicoli condotti da extracomunitari che non erano assolutamente i legittimi intestatari.

Tutto è nato da alcuni controlli che hanno fatto scattare le indagini. Indagini che hanno portato i militari del Radiomobile a risalire a due nigeriani residenti in Veneto.

Quasi duecento le auto di cui i due risultavano intestatari. E al volante, ovviamente sempre dietro pagamento, extracomunitari per lo più sprovvisti dei requisiti per guidare. Con ovvi rischi, dal punto di vista assicurativo e anche per chi, per sventura, si venisse a trovare sulla loro strada.

Quello dell'intestazione fittizia è infatti un meccanismo in cui vengono intestati appunto fittiziamente i veicoli a dei soggetti, di solito nullatenenti, in cambio di poco denaro (si parla di una cinquantina di euro per ogni «pratica»). Da quel momento, i veicoli che sono stati intestati fittiziamente possono essere utilizzati per non pagare, ad esempio, il bollo, l'assicurazione oppure per commettere eventuali infrazioni. O, nella peggiore delle ipotesi, perfino per mettere in atto dei reati. Non si può mai dire inoltre chi ci sia al volante di un'auto. Se abbia la patente o meno, oppure se sia assicurato oppure no.

Com'è accaduto anche in altre città, che hanno visto in prima linea nel contrasto al fenomeno, oltre ai militari anche la polizia stradale, a Parma i carabinieri hanno svolto un lavoro certosino arrivando a «schedare» i duecento autoveicoli nelle «disponibilità» dei due nigeriani scoperti in Veneto. Targhe e modelli sono stati così inseriti in un data base che permetterà, una volta fermato, di sequestrare il veicolo. Da inizio gennaio cinquanta autoveicoli inseriti nella «lista nera» sono stati già bloccati in città. E i controlli continuano.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal