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VIA BENEDETTA

Discarica a cielo aperto sulla pista ciclabile

18 febbraio 2019, 06:00

Discarica a cielo aperto sulla pista ciclabile

GIAN LUCA ZURLINI

Abbinate l'inciviltà delle persone e l'incuria delle istituzioni e avrete come risultato il desolante spettacolo che si propone nella zona di via Benedetta.

A segnalarlo alla «Gazzetta» e a testimoniarlo con le sue eloquenti fotografie è stato Giuseppe Pattini, pensionato che abita in zona e che non si rassegna a questo spettacolo di degrado che si ritrova a pochi passi dalle case. «È davvero incredibile questo fenomeno dell'abbandono dei rifiuti. E in primo luogo sono responsabili le persone che li lasciano in luoghi non autorizzati. Però devo anche rilevare che purtroppo sia la sorveglianza che la ripulitura sono ben poco presenti».

RIFIUTI DI OGNI TIPO

L'abbandono dei rifiuti inizia a essere vistoso a partire dalla rotatoria che si trova sotto alla tangenziale Nord. Nei punti verso l'ex passaggio a livello e in quelli meno visibili dove parte la pista ciclabile realizzata sul vecchio tracciato della linea Parma-Suzzara sono abbandonate cose di ogni tipo. Ma lo spettacolo indecoroso prosegue poi quasi senza soluzione di continuità fino alla rotatoria che passa sotto a via Burla. Oltre un chilometro e mezzo dove inciviltà e incuria vanno a braccetto formando un binomio difficile da sconfiggere, ma non impossibile.

SEGNALI DANNEGGIATI

Di rifiuti ce ne sono di ogni tipo: addirittura c'è una vettura, forse una vecchia A112 dove di intatto sono rimasti solo telaio e volante. E poi biciclette, sedie di plastica, sacchetti di rifiuti indifferenziati e poi residui di materiale edile e bidoni di vernice. Ma, a completare l'opera, c'è anche la segnaletica danneggiata all'altezza della «vecchia» via Ugozzolo, ci sono pozzetti elettrici pericolosamente aperti e riempiti di materiali di ogni e anche segnali della pista ciclabile divelti da chissà chi e mai ripristinati. Il tutto in un percorso ciclabile con il quale si dovrebbe arrivare fino a Chiozzola e, in futuro, forse addirittura fino a Sorbolo in sicurezza. Ma che è invece diventato un tragitto in cui si mette in mostra, nell'indifferenza anche delle istituzioni, un campionario poco edificante. E sarebbe il caso che si intervenisse in tempi rapidi per porre rimedio a questa situazione alle porte della città.

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