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Torrile

Addio a Carnevali, pilastro della Polisportiva

19 febbraio 2019, 06:00

Addio a Carnevali, pilastro della Polisportiva

Chiara De Carli

È sceso un velo di dolore sulla grande famiglia della Polisportiva Torrile all'annuncio della morte di Antonio Carnevali, uno dei tasselli più preziosi delle squadre giovanili di ciclismo. Settandue anni, residente a Vedole di Colorno, Carnevali aveva da sempre una grande passione per la bicicletta e, in particolare per il cicloturismo. In sella alla sua due ruote, aveva compiuto anche delle vere e proprie imprese: «Nel 1985, dopo un'attenta e accurata preparazione, decise di percorrere il tracciato del Giro d'Italia percorrendo tutte le coste della nostra penisola solo con la propria bicicletta, tanta volontà, determinazione e spirito di sacrificio e, naturalmente, uno zaino capiente in cui non mancava di mettere una macchina fotografica, per mostrare poi agli amici le varie tappe del viaggio, e un sacchetto di gettoni per telefonare a casa - ricorda Mauro Melegari, presidente della Polisportiva Torrile e suo compagno di pedalate nel Gs Torrile -. Dopo questa esperienza entusiasmante, l'anno dopo partì alla “conquista” della Francia e poi, sempre partendo dalla sua casa nella campagna colornese, arrivò anche sulle coste della Spagna e Portogallo prima di sbarcare a Cuba e percorrere per ben due volte l'isola in lungo e in largo». E, nel frattempo, proprio grazie all'impulso di Melegari stava nascendo la Polisportiva Torrile che ancora oggi mette sui pedali tantissimi bimbi di tutte le età e così per Carnevali fu naturale iniziare a dare una mano e cercare di trasmettere ai giovani la sua passione per la bicicletta. «Era attivissimo in questa sua mansione - continua Melegari -. Aveva preso il patentino che gli consentiva di allenare gli atleti dai 7 ai 16 anni e a questa attività dedicava tre o quattro giorni alla settimana puntando sempre molto sull'aspetto educativo dello sport, convinto dell'importanza di avere, prima ancora che dei campioni nello sport, un gruppo di ragazzi che potessero affrontare la vita nel miglior modo possibile. Era per tutti i ragazzi il “nonno buono”: al debutto o prima delle gare i più piccoli lo cercavano per ricevere un ultimo incoraggiamento e la parola “magica” che serviva a stemperare le tensione e l'emozione ed era anche sempre il primo a complimentarsi con chi aveva ottenuto un buon risultato e a risollevare il morale di chi pensava di non avere fatto bene». E tante soddisfazioni se le è tolte anche da direttore sportivo, facendo crescere ragazzi che si sono distinti sia con la maglia della Polisportiva che, successivamente, nelle categorie superiori. Una dedizione che nel 2009 è stata premiata dal Comune di Torrile con la Pergamena al merito sportivo. «La sua scomparsa lascia un grande vuoto nella Polisportiva Torrile, ma Antonio sarà sempre ricordato con tanto affetto e ammirazione dai colleghi dirigenti e dai tantissimi ragazzini con cui ha vissuto e trasmesso infiniti e preziosi insegnamenti di vita».

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