Sei in Archivio bozze

ABUSO D'UFFICIO

Assunzioni nelle partecipate, Piermarioli e Vento rinviati a giudizio

19 febbraio 2019, 06:02

Assunzioni nelle partecipate, Piermarioli e Vento rinviati a giudizio

Georgia Azzali

Il caso delle assunzioni nelle partecipate comunali Stt, Spip e Alfa? Una storia (giudiziaria) da riscrivere. La Cassazione, lo scorso settembre, aveva annullato i proscioglimenti di Barbara Piermarioli, Massimiliano Vento e Chiara Casalini, tutti accusati di abuso d'ufficio, rispedendo il fascicolo al tribunale di Parma. E ieri il gup Mattia Fiorentini ha rinviato a giudizio sia Piermarioli che Vento. Il processo prenderà il via il 17 luglio. Per quanto riguarda Casalini, invece, il reato è stato dichiarato prescritto. La sesta sezione penale della Suprema corte aveva accolto gran parte del ricorso firmato dal pm Paola Dal Monte, annullando il «non luogo a procedere» per tre imputazioni su quattro. Per la Cassazione c'erano elementi fondamentali da approfondire. E c'era soprattutto un «quadro probatorio d'insieme» che andava valutato. Un'indicazione che il gup ha seguito, facendo finire sotto processo Piermarioli, ex ad di Stt, e Vento, liquidatore di Spip e Alfa.

Era stata una strana girandola di passaggi da una società all'altra ad attirare l'attenzione della Finanza, che aveva portato avanti l'inchiesta. In particolare, Nando Calestani, ex presidente di Spip (la cui posizione era stata a suo tempo stralciata per motivi di salute) avrebbe assunto illegittimamente nel 2007 Capotorto come responsabile del progetto Apea, poi licenziato nel 2011 dal liquidatore di Spip, Matteo Rossini. Ma nel maggio 2012 Capotorto rientra in Spip grazie a una «scrittura privata» fatta dalla Piermarioli e da Vento, «nonostante - si legge nella richiesta di rinvio a giudizio - lo stesso fosse stato licenziato in data 28/10/2011 e il licenziamento fosse stato confermato e ritenuto legittimo dal giudice del lavoro sia in primo grado che in grado d'appello». Non solo. Quattro giorni dopo, il suo contratto viene ceduto a Stt, e Capotorto diventa responsabile dell'ufficio amministrativo. E se gli anni in Spip sono costati alla società un esborso di 342.902 euro, la riassunzione successiva avrebbe pesato complessivamente per 46.317 euro sulle casse dell'azienda.

Licenziamento e riassunzione anche per Francesca Capelli: assunta nel 2010 da Andrea Costa in Stt come coordinatrice nuovi progetti «in assenza - sottolinea la procura - di un curriculum formativo e professionale, di una selezione pubblica e di un contratto di lavoro debitamente sottoscritto», nel dicembre 2011 viene licenziata dal nuovo presidente, Massimo Varazzani. Ma nel marzo 2012 anche lei viene reintegrata nella holding Stt dalla Piermarioli con una scrittura privata. E' così che - secondo la procura - avrebbe indebitamente percepito, tra emolumenti e contributi, 166.457 euro. Nel mirino anche l'assunzione di Chiara Casalini: è Costa a farla entrare in Alfa nell'aprile del 2009. Nel maggio 2012, poi, la Casalini passa in Stt come addetta all'ufficio legale: grazie alla Piermarioli e a Vento, il suo contratto sarebbe stato ceduto da Alfa, in liquidazione, alla società in bonis «garantendo alla dipendente il mantenimento del posto di lavoro», si legge nella richiesta di rinvio a giudizio. La Casalini diventa responsabile segreteria generale e ufficio legale: una promozione, con tanto di aumento, possibile grazie a un verbale di conciliazione, firmato dalla Piermarioli e da Vento, in cui la Casalini rinuncia ad esercitare eventuali azioni legali, ma che avrebbe fatto uscire illegittimamente dalla società fondi per 46.351 euro.

E se Piermarioli e Vento dovranno affrontare il processo, a rischio restano anche le posizioni di Capotorto e Capelli. Dopo l'assoluzione (con rito abbreviato) in primo grado, il pm ha fatto ricorso in appello. La sentenza? Attesa per aprile.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal