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Inchiesta

Lotta alla droga, che cosa fa la Polizia municipale?

19 febbraio 2019, 06:00

Lotta alla droga, che cosa fa la Polizia municipale?

Roberto Longoni

Vigili, ma non troppo. Armati sì di codice della strada e regolamento comunale, ma con la «sicura» ben inserita nel codice penale d'ordinanza.  Da anni va così. E alla Municipale a questo punto di polizia rischia di restare poco. Ordini scritti di lasciar perdere le grane giudiziarie non ce ne sono, ma sembra che i vigili urbani di Parma lo sappiano comunque che è meglio restare nelle retrovie su determinati fronti. Primo fra tutti, quello che dovrebbe portare a contrastare il mercato dello sballo sulle nostre vie. La questione ha scatenato polemiche, soprattutto in occasione di alcune dichiarazioni. Come un paio d'anni fa, per la vicenda delle multe al fisarmonicista «Giovanni», pusher, lui sì, di musica per strada. Alcuni cittadini scrissero che i vigili dovrebbero «andare dagli spacciatori». L'assessore alla Sicurezza Cristiano Casa, in un articolo pubblicato dalla Gazzetta il 7 novembre del 2016, rispose che «invece devono andarci carabinieri e polizia. La municipale non interviene in queste situazioni, non può intromettersi. Il Comune ha altri modi d'intervento». Questi sembrano i margini di manovra di via del Taglio. Al di là dei desideri e della volontà di chi indossa la divisa del Corpo.

COME VA LUNGO L'EMILIA
Qualcuno dirà: «Il caso Bonsu...». Come se dieci anni abbondanti da quel grave errore fossero trascorsi invano, senza possibilità di imparare. Non basta per spiegare questo genere di approccio. E non serve guardare tanto lontano, per vedere che ce ne sono altri: ben più diretti. I nostri vicini lo dimostrano. Con i bilanci e con le notizie. E i colori delle giunte non hanno alcun peso nella questione. Solo per fare un paio di esempi: nemmeno due mesi prima delle affermazioni di Casa, gli uomini della Polizia municipale di Reggio Emilia arrestarono un 32enne, sequestrando un chilo di marijuana nella sua casa in via Jacopo da Mandra (la droga li colpì quasi in testa, gettata dalla finestra da chi sapeva che avrebbe subito la loro perquisizione da lì a poco). Nel febbraio dello stesso anno, un'operazione della Municipale d'oltrenza portò all'arresto di tre spacciatori maghrebini, in una mansarda di via del Folletto. A Modena, nell'aprile del 2016, un'operazione congiunta della Questura e dei vigili in borghese del Nucleo problematiche del territorio portò all'arresto di due spacciatori nigeriani. In una casa vicina al Policlinico avevano cocaina ed eroina per oltre mezzo milione di euro al dettaglio, oltre a 20mila euro in contanti di «dubbia» provenienza. A Modena, nel 2017 la Municipale eseguì una ventina di fermi e arresti per spaccio. Quasi tutti firmati dal Nucleo problematiche del territorio. La squadra si concentra su indagini per la Sicurezza urbana e collabora con le altre forze dell’ordine oltre che con i vigili di quartiere e la polizia di prossimità, la polizia giudiziaria e le diverse unità (dai motociclisti alla Polizia commerciale) che intervengono in occasione di controlli sul territorio, della verifica delle segnalazioni dei cittadini o di iniziative particolari. Tra le operazioni dell'Npt, nel marzo 2017 l'arresto di una 41enne nigeriana alla fine di una serie di indagini tra i pusher della stazione: la donna aveva stivato nella lavatrice 103 ovuli (per 900 grammi) di cocaina; altri 250 grammi di eroina erano tra i panni sporchi.

IL «BOTTINO» DI BRESCIA
La Municipale di Parma partecipa solo a operazioni congiunte con altre forze dell'ordine. Con funzioni d'appoggio. Un'interpretazione restrittiva dei margini di manovra consentiti alle polizie locali, specie dopo il 2017, quando il decreto Minniti ridefinì il concetto di sicurezza urbana, fornendo ai Comuni strumenti più incisivi per contrastare chi trasforma interi quartieri in mercati dello spaccio. A prendere molto sul serio queste direttive fu la Polizia locale di Brescia che proprio quell'anno fece quasi più arresti (71) di quelli compiuti da Polizia e Arma dei carabinieri insieme (77). E si parla solo di lotta alla droga, perché in tutto gli arresti fatti dalla polizia giudiziaria (25 agenti e 4 ufficiali) dei «ghisa» bresciani nel 2017 furono 148, con 799 reati perseguiti e la media di due indagini condotte al giorno. E Brescia ha 200mila residenti, pochi di più di Parma, su un territorio appena inferiore. Ma la sua Polizia locale può contare su un organico pressoché doppio di quello dei colleghi parmigiani.

QUANDO LA DIVISA FA PAURA
Senza uscire dalla nostra regione, ma solo spostandosi più a est: a fine settembre del 2018, le municipali di Rimini, Riccione e Bellaria fecero scattare l'operazione Whitesnow, che portò a 20 tra arrestati e denunciati. La tradizione della Polizia municipale riminese nel settore è notevole. Basti pensare agli 87 arresti dell'operazione Kebab 2 (alla quale parteciparono 115 vigili urbani), la notte del 9 febbraio 2016. Fu il seguito naturale di un'altra indagine antidroga, poco più di due anni prima: la Kebab connection (53 arresti). Entrambe le inchieste si basarono sulle immagini delle videocamere in città, ma anche su intercettazioni telefoniche e ambientali oltre a servizi di osservazione e pedinamento. Per allargarsi con gli esempi e uscire dall'argomento droga, ci sono i vigili in borghese sui bus che a Bologna arrestano le borseggiatrici, quelli che a Ravenna smascherano una badante che maltrattava gli anziani in una casa famiglia, quelli che a Napoli si impegnano per un anno in pedinamenti e intercettazioni per incastrare i responsabili di sversamenti abusivi, quelli che a Milano liberano 32 schiavi di una banda di rom specializzata nel racket delle elemosine o quelli che, sempre sotto la Madonnina, arrestano 14 persone sequestrando falsi capi firmati per 500mila euro o che (è avvenuto nel dicembre scorso) arrestano due marocchine con 400 chili di hascisc. Tornando dalle nostre parti, ma in tempi più recenti: nel luglio scorso, la Polizia municipale di Reggio Emilia arrestò nella sua abitazione un 27enne tunisino (sospettato di essersi specializzato nello spaccio agli studenti) intento a confezionare dosi di cocaina. Di polvere bianca, ne furono trovati 30 grammi. Ai quali si aggiunse il mezzo chilo di eroina saltato fuori durante la perquisizione. Significativa fu anche la denuncia di un nordafricano 22enne sorpreso per strada con addosso le dosi di pronto spaccio. In realtà, la sua fu quasi un'autodenuncia: perché si sentisse obbligato a correre, al giovane pusher bastò la vista di una pattuglia della Municipale impegnata in un normale controllo del territorio.

Parla l'assessore alla Sicurezza Casa

«Siamo impegnati, in un preciso lavoro d'équipe organizzato dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza. Seguiamo schemi così collaudati da essere appresi a memoria ormai». Per Cristiano Casa, l'operato della Polizia municipale va giudicato non a sé stante, ma in un contesto di zone e competenze. «Come in ogni squadra che si rispetti, ognuno deve stare in campo secondo il proprio ruolo: se uno è bravo a fare il portiere, è in porta che deve stare. Sarebbe controproducente mandarlo in attacco». Quello della Municipale di Parma è un impegno nell'ombra, un dietro le quinte che non trova spazio nella ribalta delle cronache, ma necessario come tutti gli altri compiti, secondo l'assessore alla Sicurezza.

«Non dimentichiamo quanto siamo tutti carenti in organico - sottolinea Casa -. Certo, se anziché 170-180 gli effettivi a nostra disposizione fossero 250, anche noi potremmo dotarci di un Nucleo di polizia giudiziaria». L'assessore ricorda l'emorragia di personale degli scorsi anni. «A fine 2018 sono arrivati sette nuovi effettivi, ma fino a marzo dello scorso anno, per la legge Madia, si poteva procedere a una sola assunzione a fronte di quattro pensionamenti». In ogni caso, anche in presenza di un organico molto più nutrito, «i nostri servizi antidroga verrebbero compiuti sempre in un'ottica di stretta collaborazione con chi è impegnato in indagini ad ampio spettro».

Collaborazione e integrazione dei ruoli sono le parole d'ordine di Casa. «È ispirandoci a esse che effettuiamo diversi controlli congiunti, ogni settimana, insieme con questura e carabinieri. Lo scorso anno sono stati oltre 140: e hanno portato anche ad arresti sul fronte della lotta allo spaccio di droghe e alla microcriminalità». Il suo contributo, ribadisce l'assessore, la Polizia municipale di Parma lo dà. «Mettiamo a disposizione la nostra capillarità: a San Leonardo abbiamo aperto il distaccamento che ci permette di sviluppare il rapporto con i cittadini... Pensiamo anche all'impianto di videosorveglianza, sempre più utile in ogni indagine: siamo noi a metterlo e a gestirlo, d'accordo con le altre Forze dell'ordine». Infine, per quanto riguarda il controllo del territorio, Casa cita il caso di Brescia, città nella quale tra l'altro l'organico della Municipale è doppio rispetto a Parma. «Là, fuori dalla stazione trovi i soldati. Stanno lì, a fare da deterrente. Perché a Brescia ci sono e a Parma no?» rob.lon.

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