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Intervista

Uto Ughi: «Io e il violino, un amore iniziato a 5 anni»

«La mia infanzia è sempre stata piena di musica», Uto Ughi, venerdì in concerto a Salsomaggiore, si racconta

di Giulio A. Bocchi -

19 febbraio 2019, 06:00

Uto Ughi: «Io e il violino, un amore iniziato a 5 anni»

Non ha certo bisogno di presentazione il nome di Uto Ughi. Il celebre violinista, 75 anni, sarà protagonista di un concerto al Teatro Nuovo di Salsomaggiore venerdì alle 21. L’appuntamento, intitolato «Note d’Europa», prende il nome dal cd realizzato per la Sony da Ughi insieme al pianista Andrea Bacchetti che lo accompagnerà anche in questo concerto. Il programma, come lascia intuire il titolo, sarà all’insegna di compositori europei, spaziando tra diverse epoche e diversi stili. Ne abbiamo parlato con Uto Ughi.

Qual è il suo primo ricordo legato alla musica?

«Il primo ricordo risale a quando avevo dieci anni all’Accademia Chigiana, dove andavo tutti gli anni a fare i corsi. L'ho frequentata prima come studente e poi come insegnante. È stata l’accademia più importante di Italia e di tutta Europa perché venivano i più grandi luminari della musica del Novecento».

Come si è avvicinato al violino?

«Ho cominciato molto presto, quando avevo cinque o sei anni. I miei genitori erano musicisti anche se non di professione: mio padre era avvocato, ma amava molto la musica e invitava sempre a casa delle persone per suonare quartetti e quintetti. Così la mia infanzia è stata sempre piena di musica».

Come ha conosciuto Bacchetti?

«Conosco Bacchetti da un paio di anni e abbiamo fatto diversi concerti insieme. Credo che sia un ragazzo di sicuro talento, intelligente e musicale anche se, nel cd da cui è tratto il concerto, il pianoforte, a dire il vero, ha più che altro un ruolo di accompagnamento».

Come è nata l’idea di questo programma?

«Ho pensato di fare una panoramica sui grandi compositori che ha avuto l’Europa che è stato il continente che ha dato i maggiori geni nel campo della musica. Ho voluto dare un’idea generale sulla musica europea perché credo che sia importante conoscere le nostre radici culturali e le opere che hanno reso grandi i nostri paesi. I compositori viaggiavano tantissimo e avevano modo di assorbire tantissime informazioni e ispirazioni. Tra i vari paesi così c’è stato un grandissimo scambio culturale e artistico».

Per informazioni o prenotazioni: www.teatronuovosalsomaggiore.com; IAT di Salsomaggiore e Fidenza ai numeri 0524 580211 e 0524 335556.