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Pro Piacenza

Avanzini: «Quel 20-0 è stato una farsa»

20 febbraio 2019, 06:00

Avanzini: «Quel 20-0 è stato una farsa»

MICHELE DEROMA

«Mai più un caso Parma», tuonava Carlo Tavecchio nei giorni in cui il crac della società ducale rischiava di mettere in ginocchio la serie A e l’intero sistema calcistico italiano. E invece, negli ultimi giorni si è anche visto di peggio. E a ben pochi chilometri da Parma.

Due giorni fa, la Pro Piacenza è stata infatti esclusa dal campionato di serie C e disaffiliata dalla Figc: disposizioni seguite alla farsa di domenica scorsa, al match di campionato giocato a Cuneo da otto ragazzini mandati allo sbaraglio da una società completamente allo sfascio.

Un’armata Brancaleone di cui avrebbe potuto fare parte anche un diciottenne di Soragna, Federico Avanzini, aggregato alla prima squadra rossonera da febbraio 2017. Sfortunato, il giovane soragnese: due infortuni al ginocchio subiti nel corso del 2018 hanno condizionato la carriera di questo promettente centrocampista offensivo. L’attuale stagione, Avanzini l’ha cominciata nella rosa della Berretti, dopo essere riuscito a conoscere, in una breve occasione, Maurizio Pannella, il nuovo presidente, subentrato ad Alberto Burzoni dopo il cambio di proprietà avvenuto in estate. Quando l’arrivo dell’ex Lazio Ledesma, in una rosa di trentatré giocatori – evidentemente troppi – preannunciava una stagione importante: «Ma proprio quando si cominciava a parlare di possibile serie B», spiega Avanzini, «nello spogliatoio sono cominciati i primi malumori, perché gli stipendi tardavano nonostante le promesse di presidente e ds sul loro immediato arrivo».

La situazione precipita a dicembre, con le dimissioni di tutti i segretari e la messa in mora della società da parte dei giocatori ancora senza stipendi. Viene presentata l’istanza di fallimento, ma il giudice concede il prolungarsi dell’agonia della società, sino alla farsa di Cuneo.

Che Avanzini ha rischiato di vivere in prima persona. «Sabato ho ricevuto una telefonata da un certo Salvatore, identificatosi come il nuovo segretario della società. Mi ha chiesto se ero disposto ad andare a giocare a Cuneo». Avanzini ha un ginocchio a pezzi, ma anche se fosse stato a posto fisicamente, la sua decisione non sarebbe stata differente: «Gli ho detto che non avrei partecipato a questa farsa, perché si era capito subito che questo tentativo di comporre la squadra all’ultimo momento si sarebbe rivelato un disastro».

Domenica otto ragazzi con la maglia della Pro Piacenza subiscono venti gol al Paschiero di Cuneo: «Mi sono vergognato – ammette Avanzini - di aver fatto parte di questa squadra nell’attuale stagione». C’è tristezza, ora, nell’animo di Federico, «perché tutto quanto aveva realizzato Burzoni è stato cancellato», ma anche serenità «perché l’agonia della Pro Piacenza si è conclusa»: ora Avanzini, svincolato d’ufficio, può pensare a recuperare dal grave infortunio al ginocchio subìto nello scorso dicembre. E provare a lasciarsi alle spalle una vicenda paradossale, di cui il diciottenne ritiene responsabili «Pannella così come la Figc, che non è intervenuta prima facendo in modo che non si arrivasse a quanto invece è accaduto a Cuneo».

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