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MEZZANI

Oggi l'ultimo saluto al partigiano Primo Rosati

22 febbraio 2019, 10:00

Oggi l'ultimo saluto al partigiano Primo Rosati

CRISTIAN CALESTANI

MEZZANI Compì azioni eroiche, fu ferito in battaglia e non dimenticò mai l’impegno, prima in Appennino e poi nella Bassa, per la causa partigiana.

Si è spento, a 92 anni, Primo Rosati, il partigiano «Oceano». Nacque a Mezzani, il 16 aprile del 1926, e fu in prima fila nella lotta per la libertà. Ai partigiani si unì il 15 giugno del 1944, entrando a far parte della brigata Pablo operativa sui nostri monti e, successivamente, del Distaccamento Po di Mezzani.

I documenti, oggi conservati dallo storico dell’Anpi Mezzani Nando Sbravati, raccontano di azioni eroiche compiute da Rosati che ottenne un encomio solenne del Comitato volontari della libertà; il diploma d’onore di combattente per la libertà d’Italia nel 1984 dal presidente delle Repubblica Sandro Pertini e dal ministro della Difesa Giovanni Spadolini e poi altri riconoscimenti tra i quali la medaglia della Liberazione in occasione della festa della Repubblica a Parma del 2016. Diverse le azioni che «Oceano» portò a compimento.

L’encomio solenne lo ottenne perché il primo aprile del 1945 – insieme ai partigiani mezzanesi Ricildo Bianchini «Cesare», Ottaviano Cantoni «Bixio» ed Italo Rossi «Cadorna» - raggiunse, in completa divisa da partigiano, la riva del Po per disarmare il presidio dell’Armata nera tra Mezzano Inferiore e Mezzano Superiore e fece saltare un traghetto Ghiare Bonvisi-Cogozzo che serviva per i collegamenti sul Po.

Il 26 aprile Rosati partecipò anche a quella che è ricordata come la Battaglia di Casa Malvisi contro i tedeschi, a Casale di Mezzani, durante la quale persero la vita Sisto Fontanili, Gino Bondi e Valter Cantoni e a seguito della quale rimase ferito, così come accadde agli altri partigiani mezzanesi Ricildo Bianchini e Mario Belli. Eroica fu anche l’azione che «Oceano» compì il 29 aprile quando in paese si diffuse la notizia della presenza di truppe nemiche ad Enzano in marcia verso Mezzani.

Durante lo spostamento verso Enzano, in corrispondenza del canale Fumolenta, Rosati non esitò ad esporsi, sventolando una bandiera, per scongiurare un attacco di 7 caccia americani che avrebbero potuto scambiare quel camion di partigiani per un mezzo di nemici.

Terminata la guerra Rosati lavorò come muratore e nel 1968 si sposò con la signora Italia Galiardi, poi scomparsa prematuramente nel 1991, con la quale ebbe due figli: Angelo, nato nel 1969, e Maria, nata nel 1972.

«Nostro padre – ricordano Angelo e Maria – è stato un lavoratore instancabile, è sempre rimasto fedele ai valori della Resistenza e vicino all’attività dell’Anpi di Mezzani, di cui attualmente era il presidente onorario, dopo esserne stato per anni presidente. Amava tornare nei paesi dell’Appennino nei quali aveva combattuto ed incontrare i ragazzi nelle scuole a Mezzani per raccontare quello che era accaduto durante la Seconda guerra mondiale».

Il funerale di Rosati sarà celebrato oggi pomeriggio alle 15 nella chiesa di Mezzano Inferiore.

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