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Ici, Imu e Tasi: accordo tra Comune e Baistrocchi

23 febbraio 2019, 06:00

Ici, Imu e Tasi: accordo tra Comune e Baistrocchi

Nei giorni scorsi, il sindaco Filippo Fritelli e il commissario del Consorzio centro termale Il Baistrocchi Gianluca Conti, quali legali rappresentanti dei due enti pubblici, hanno firmato l'accordo di conciliazione giudiziale che dovrà essere presentato in Commissione tributaria provinciale di Parma, per l'emissione del provvedimento di ammissibilità della conciliazione e di estinzione del giudizio.

«La conciliazione giudiziale – dice Fritelli - metterà così la parola fine a una annosa controversia tributaria che vedeva contrapposti il Comune di Salsomaggiore Terme e il Consorzio, con riferimento ad avvisi di accertamento per tributi Ici, Imu e Tasi. Il contenzioso era relativo ad una variazione di rendita catastale di un immobile posseduto dal Consorzio, rendita dichiarata dallo stesso contribuente e inizialmente aumentata dall'Agenzia del territorio di Parma (Catasto). Sulla base di tale rendita il Comune aveva dovuto richiedere i relativi maggiori tributi. Il Catasto, però, a seguito di un ricorso presentato dagli attuali proprietari, ha nuovamente variato tale rendita, da ultimo in diminuzione, aprendo così uno spiraglio di conciliazione giudiziale tra i due enti pubblici».

«Vista, infatti, la particolarità della vicenda e la giurisprudenza che, su casi similari, ha fornito anche recentemente tesi e interpretazioni molto divergenti tra loro, il Consorzio e il Comune di Salsomaggiore Terme hanno quindi ritenuto di raggiungere un'intesa di particolare valore per entrambe le parti - aggiunge il sindaco -. La conclusione della conciliazione permette, infatti, la definitiva cessazione della materia del contendere, la compensazione delle spese di giudizio, nonché l'immediato incasso per il Comune di 268mila euro. Inoltre rispetta l'orientamento legislativo dell'ultimo quinquennio che, anche in ossequio al principio di contenimento dei costi diretti ed indiretti conseguenti il prolungarsi dei contenziosi, ha cercato di favorire sempre più il dirimere delle controversie tributarie».

«Se non si fosse addivenuti alla conciliazione giudiziale, entrambi gli enti pubblici avrebbero dovuto sostenere per anni le proprie ragioni avanti le Commissioni tributarie di primo e di secondo grado e, da ultimo, avanti la Suprema Corte di Cassazione, assumendosi contestualmente i rischi ed i costi connessi ai vari gradi del giudizio, con grave dispendio di denaro pubblico. Al fine di una maggiore tutela del Comune, il documento di conciliazione è stato sottoposto preventivamente al parere di un esperto tributarista di rilevanza nazionale che, valutate la complessità del caso e le incertezze normative su controversie analoghe, ha fornito parere positivo alla conciliazione», conclude Fritelli.

r.c.

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