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Stalking

Perseguita l'amante del marito: condannata

23 febbraio 2019, 06:03

Perseguita l'amante del marito: condannata

ROBERTO LONGONI

Tredici mesi di persecuzione. Senza tregua: il portone di casa marcato stretto di notte, quello del lavoro presidiato di giorno, le gomme dell'auto più volte tagliate, la carrozzeria rigata (con la minaccia per interposta persona che il prossimo sfregio sarebbe toccato «al bel faccino» della proprietaria). Per sfuggire alle chiamate e ai messaggi, Viviana (il nome come gli altri in questa vicenda è di fantasia) dovette cambiare due volte numero di telefono. Anche gli orari, i bus e il lavoro cambiò: quest'ultimo dopo averlo perso. Perse pure il sonno. Il persecutore? Una cameriera di 31 anni di origini siciliane. Donna la vittima e donna il «carnefice» in questa storia che sarebbe stata di Dameria rusticana, se colei che ha subito le attenzioni dell'altra avesse accennato reazioni più sanguigne delle denunce a ripetizione.

Di gelosia si tratta. Con un uomo (Mario, 31enne laziale titolare di un bar) conteso da Viviana e Adele, entrambe giovani e affascinanti. Stando almeno a quanto riferito da lui, Mario e Viviana, erano alle prese con la classica crisi dei sette anni, quando fece il suo ingresso in scena Adele, 29 anni. Lui la incontrò nello studio di un commercialista nel quale lei era tirocinante. La ragazza prese a frequentare il locale di Mario. Ed è qui che la conobbe anche Viviana, dopo che l'altra le era stata presentata come un'amica dal marito.

L'indomani, Viviana chiese a Mario di dare un'occhiata al suo smartphone. Lui glielo passò, e lei trovò nella bacheca di Whattsapp la chat con Adele. «E tutti questi cuoricini?» sbottò, litigando con il marito. Lui negò la relazione, per poi infilare un cambio in una borsa e andare dai suoi. Un mese dopo, avrebbe dato il via alla separazione. Era una sera di maggio del 2016: di lì a poco sarebbe cominciato l'incubo di Adele. Dapprima, la giovane venne «assalita» su Facebook. Lei non rispose e sperò che tutto fosse finito, quando Mario, anche a nome di Viviana le inviò le scuse.

Invece, l'altra, preda di rabbia e dolore, stava solo prendendo la rincorsa. Presto parecchi altri post furono inviati ad amici in comune, e un giorno Viviana si presentò nello studio dove l'altra era tirocinante dipingendola come una rovinafamiglie. Poco dopo, Adele dovette trovarsi un nuovo lavoro. E dovette smettere di frequentare il bar di Mario: l'altra una volta le fece una piazzata anche qui.

Adele aveva la netta sensazione di essere accerchiata. Viviana continuava a scriverle di averla vista ovunque fosse stata con Mario. Poi, vennero le gomme tagliate, gli appostamenti: notti intere trascorse da Viviana sotto casa dell'altra convinta che su ci fosse anche il marito. Nel novembre del 2016 il primo richiamo dei carabinieri non sortì effetto. Nel marzo 2017 Viviana subì un ammonimento del questore, dopo essere stata anche filmata da un passante intenta a rigare l'auto dell'amante del marito (a lui poi scrisse: «Ringrazia che non le ho rigato la faccia»). In luglio, il divieto di avvicinamento. Intanto, la «rivale» aveva cambiato tutte le proprie abitudini.

Ora, la sentenza. Il pm Lino Vicini per la donna accusata di stalking ha chiesto un anno e 8 mesi, con la sospensione condizionale della pena condizionata dal risarcimento del danno; il giudice Adriano Zullo ha condannato Viviana a 10 mesi (pena sospesa) e al rimborso di tutte le spese legali e al risarcimento di 15mila euro alla parte civile. Oltre 2.300 serviranno solo per cancellare gli sfregi dalla carrozzeria.

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