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Parma-Napoli

Città blindata e nessun problema

25 febbraio 2019, 06:03

Città blindata e nessun problema

Un elicottero che sorvola a bassa quota il deflusso dei tifosi: i napoletani comprensibilmente euforici e i parmigiani mesti e amareggiati.

E' finita così, con uno strano silenzio in strada e con un rombo in cielo, la domenica intorno al Tardini. E quella che era definita dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive una partita potenzialmente a rischio si può, per fortuna, archiviare tra quelle in cui tutto è andato liscio.

Il merito è ovviamente di chi è andato allo stadio e ha mantenuto un comportamento corretto ma anche del potenziamento dei controlli che hanno ridotto, e di molto, le possibilità per i soliti esagitati di rovinare la giornata di sport.

Già dalle prime ore della giornata per le strade si potevano notare pattuglie delle forze dell'ordine impegnate in un prefiltraggio e un controllo degli arrivi dei supporter partenopei. E i posti di blocco sono comparsi anche a notevole distanza dallo stadio.

Un modo per controllare un flusso di tifosi che, nel caso del Napoli, è abbastanza particolare visto che molte persone di origine campana abitano nella nostra e nelle province vicine. Per rendersene conto bastava passeggiare al Barilla Center alcune ore prime del fischio d'inizio. L'accento napoletano sovrastava ogni parlata parmigiana. E nonostante il sole e la temperature non rigide le sciarpe erano ovunque. Stranamente tutte azzurre.

Intorno allo stadio, poi, la presenza di divise è apparsa imponente mentre anche il numero degli steward è apparso aumentato rispetto al solito. Così, nella zona di accesso dei tifosi ospiti nonostante l'arrivo contemporaneo di parecchi bus la fila ha continuato a scorrere senza problemi. E nemmeno gli ultras napoletani più esuberanti e chiassosi hanno avuto il tempo o l'occasione per impegnare gli addetti ai controlli. E con un notevole anticipo rispetto all'inizio della partita erano già tutti all'interno, nel settore dello stadio loro assegnato.

Poi sono stati novanta minuti di passione e il risultato è purtroppo quello raccontato nella altre pagine del giornale.

Ma quando il triplice fischio ha chiuso l'incontro il dispositivo di controllo aveva di nuovo blindato tutta la zona intorno al Tardini. Anche l'elicottero - che si era fatto notare con un veloce sorvolo nella prima parte della gara - ha ricominciato a perlustrare dall'alto il deflusso dei tifosi. Una fila di bus con i napoletani è partita diretta verso il parcheggio scambiatore scortata dalle camionette dei poliziotti che sono anche accorse verso il parco Falcone e Borsellino dove erano stati segnalati un gruppo di ragazzi che si temeva potessero provocare problemi con altri tifosi. Ma l'arrivo dei lampeggianti deve aver suggerito loro una ritirata strategica e sono scomparsi. Intorno alle 21 anche l'elicottero era ormai lontano. E il rischio di Parma-Napoli è stato purtroppo confermato solo dal risultato sul campo.

Le forze dell'ordine in campo

CHIARA POZZATI

Pattuglie d’avvistamento ed elicottero a volo radente sul Tardini e dintorni. Un piccolo esercito di 250 uomini, casco in testa e manganello al fianco, a circondare lo stadio. E ancora: una ventina di telecamere mirate sul pubblico, posti di vigilanza sparpagliati in tutto il centro storico, uomini di Volanti, Digos e Mobile sguinzagliati ovunque e un piano di pronto intervento per sbarrare immediatamente la strada a gruppi di ultras. Ecco la strategia messa in campo per Parma-Napoli, un match che si preannunciava senza respiro per i responsabili dell’ordine pubblico.

ULTRAS SORVEGLIATI

Primo piano della questura: si parte da qui per disegnare la scacchiera del Tardini in vista della partita. È l’ultimo tavolo tecnico che precede questo weekend su cui nessuno ha azzardato pronostici. Un po’ per scaramanzia, soprattutto per esperienza. Uno schermo di ultima generazione collegato al pc mostra la mappa della città per scandagliare strade, vie, potenziali scorciatoie da tenere in considerazione. Un folto gruppo di dirigenti di tutte le forze dell’ordine, rappresentanti del Comune, del Parma Calcio 1913 e di Tep sono assiepati in quella che di solito è la sala conferenze, ma di flash e telecamere nemmeno l’ombra.

L’arrivo di Insigne e compagni non ha fatto registrare il tutto esaurito, ma quasi. Nella «stanza dei bottoni» le prime nuove arrivano dalla Digos: «Si prevede l’arrivo di tifosi non solo da Napoli e dall'Emilia Romagna, ma anche di numerosi partenopei che vivono nel Nord Italia. Per ora si parla di diverse decine di categoria C (gli ultras più pericolosi, ndr) che viaggiano soprattutto con minivan e mezzi privati». Proprio su questi autonomi, le potenziali schegge impazzite, l’asticella dell’attenzione è altissima. Tanto che il questore Gaetano Bonaccorso, parole misurate e una carriera in prima linea, invita alla massima allerta.

Pochi, in compenso, quelli che approderanno alla spicciolata in città sui convogli, anche se la stazione rimane sorvegliata speciale. Questo sempre secondo la stima dell’intelligence di casa nostra che collabora durante tutto l’anno coi colleghi delle varie regioni.

LA CONTA DEI BIGLIETTI

Sono oltre 2440 i biglietti settore ospiti venduti e altri 1780 per la curva sud: la conferma arriva dalla società gialloblù, centrale durante le fasi della strategia per l’ordine pubblico. Per l’accoglienza e il trasporto dei supporter dai parcheggi scambiatori fino alla zona stadio, fondamentale è anche il sostegno di Tep che per l’occasione ha scaraventato in strada ogni navetta disponibile: parliamo di almeno 20 mezzi.

SEPARARE LE TIFOSERIE

Ma come funziona? Partiamo dalla regola sacra, quel mantra attorno a cui ruota tutta la strategia: le tifoserie non devono neppure sfiorarsi. Dunque massima attenzione, specialmente all’accoglienza e al deflusso dal Tardini. Non meno importante la gestione dei tifosi smarriti in zone potenzialmente a rischio. Ecco perché il piano prevede pattuglie d’avvistamento nelle zone d’accesso alla città, le prime sentinelle capaci di intercettare arrivi e potenziali minacce. C’è poi un massiccio spiegamento di divise nel parcheggio scambiatore dall’autostrada e le navette di Tep che fanno la spola avanti e indietro.

STRADE PRESIDIATE

Un capitolo a parte merita la scorta ai mezzi che vede in prima linea la polizia municipale e il reparto mobile. A questi si aggiungono i cosiddetti servizi preventivi (che pesano sulle spalle dei poliziotti della nostra città) che si spalmano su tutte le direttrici di spostamento. Da via Emilia Ovest fino a via Traversetolo (essenziali le chiusure al traffico) con le varie laterali: da via Giovanni XXIII a via Saragat e, ancora, da via Rossi a via Budellungo. Fondamentale è lasciare il cosiddetto corridoio tra i mezzi e gli sbarramenti antiterrorismo e non solo per consentire il passaggio di eventuali ambulanze, ma anche l’intervento dei «buoni» in caso di potenziali scontri.

Nella «zona rossa» rientrano anche viale Duca Alessandro, via Torelli, il Parco Ferrari, viale Partigiani d’Italia e viale Pier Maria Rossi. Ma non è solo questione di strade, nel mirino dei controlli anche alcuni locali diventati roccaforti per tifosi scalmanati. Al filtraggio d’accesso pensano gli steward, con il supporto di qualche divisa. Perché la partita della sicurezza si gioca fuori prima ancora che in campo.

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