Sei in Archivio bozze

VIOLENZA SESSUALE

Pesci tenta di patteggiare, ma il gip dice no. E ora processo senza sconti

26 febbraio 2019, 06:03

Pesci tenta di patteggiare, ma il gip dice no. E ora processo senza sconti

GEORGIA AZZALI

Patteggiamento. Entro i due anni. E (naturalmente) con la pena sospesa. È la proposta che la difesa di Federico Pesci, accusato di aver violentato per ore una 21enne insieme al complice Wilson Ndu Aniyem, ha fatto al gip. E che è stata poco dopo rispedita al mittente, considerato anche che il pm Andrea Bianchi, titolare dell'indagine, aveva dato parere negativo. Pena troppo bassa per poter ottenere il via libera, visto che il reato di violenza sessuale (al netto delle attenuanti) può portare a condanne fino a 10 anni.

DIBATTIMENTO IL 17 APRILE

Niente patteggiamento. Ma rito ordinario, con dibattimento al via il 17 aprile. Perché non c'è stato bisogno di udienza preliminare per decidere se l'imprenditore, accusato di violenza sessuale e lesioni aggravate, dovesse finire sotto processo. Il giudizio immediato, chiesto dal pm e «firmato» dal gip, ha spedito Pesci direttamente alla sbarra. Tuttavia, come previsto dalla legge, entro 15 giorni avrebbe potuto optare per un rito alternativo: patteggiamento o abbreviato. E la richiesta - seppure dal destino segnato - è arrivata. «L'istanza di patteggiamento non era certo un'ammissione di responsabilità, ma Pesci ha la necessità di riprendere la propria vita chiudendo al più presto questa vicenda, e questa poteva essere la strada - sottolinea l'avvocato Antonio Dimichele, che lo assiste insieme al collega Mario L'Insalata -. Sapevamo che le possibilità erano limitate, ma adesso siamo pronti ad affrontare il processo».

PERIZIA SULLE LESIONI?

Una strategia difensiva, quella di proporre un patteggiamento senza un'intesa con il pm, sapendo che non avrebbe avuto realisticamente chance. E non è escluso che la «disponibilità» allo stesso patteggiamento sotto i due anni venga riproposta anche alla prima udienza del dibattimento. Ma è praticamente escluso il sì del pm, per cui via libera al processo, con i testimoni che le parti chiederanno di sentire in aula. Una lista, più o meno lunga, che però non comprenderà la ragazza di quella notte tra il 18 e il 19 luglio 2018 a casa Pesci, uscita dal Pronto soccorso del Maggiore con una prognosi di 45 giorni: le sue parole, raccolte nei mesi scorsi in incidente probatorio, sono già state «cristallizzate» ed entreranno di diritto nel fascicolo del dibattimento. Ma tra le richieste che la difesa di Pesci potrebbe presentare al processo ci potrebbe essere anche quella di una perizia sulle lesioni.

ABBREVIATO PER IL PUSHER

Da una parte, l'imprenditore di «Surf in Paradise», ai domiciliari dallo scorso settembre, dopo due settimane di carcere; dall'altra, Aniyem, l'uomo di origine nigeriana, accusato anche di spaccio, e ancora dietro alle sbarre. Destini separati, anche nelle aule di giustizia. Come aveva preannunciato il suo difensore Francesco Saggioro, il nigeriano ha optato per il rito abbreviato: il giudizio allo stato degli atti, che però - in caso di condanna - prevede lo sconto di un terzo della pena.

Aniyem è l'uomo che Pesci fa arrivare quella notte nel suo attico. Porta la cocaina e si unisce al festino. E il sesso si trasforma in una violenza inaudita. Nessun giochino erotico elettrizzante, perché manette, frustini, lacci e sex toys sarebbero serviti solo a fare del male. A una ragazza che Pesci aveva conosciuto su Facebook e con cui si era messo d'accordo per un rapporto a pagamento. Settanta euro per fare sesso, ma poi lei si ritrova in Pronto soccorso con il corpo coperto di ecchimosi. Eppure avrebbe chiesto di fermarsi, prima che le fosse quasi impedito di respirare con una pallina infilata in bocca.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal