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Calestano

Morto Giuliano Rossi, una vita per la Protezione civile

04 marzo 2019, 06:00

Morto Giuliano Rossi, una vita per la Protezione civile

ANTONIO RINALDI

CALESTANO Se n’è andato nei giorni scorsi a soli 63 anni Giuliano Rossi, una vita spesa con passione per la sua famiglia, per il suo lavoro e per la Protezione civile.

Rossi era parmigiano di nascita, ma calestanese dal lontano 1981, anno del matrimonio con Antonella Ghillani. «Si era trovato subito bene qui - dice la moglie Antonella - e aveva subito riconosciuto che non sarebbe mai più potuto tornare a vivere in città. D’altra parte a lui, a noi, piaceva molto la natura e la montagna, per anni abbiamo fatto le nostre ferie a Canazei; mio marito amava molto anche la fotografia, amava scattare foto di montagna in vacanza, e nei primi tempi stampava personalmente le foto in bianco e nero».

Rossi era molto legato anche al suo lavoro, al servizio del Ministero delle finanze nella Commissione tributaria di Parma; proprio per meriti lavorativi nel 2014 ricevette l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana.

Ma altrettanto forte era la sua passione per il volontariato e per la Protezione civile in particolare. Radioamatore, fu fondatore del «Gruppo Alfa» di Protezione civile di Calestano, nel 1989 e ne divenne coordinatore, e in tempi più recenti era diventato coordinatore del NIP (Nuovo Intergruppo Parma). Un impegno, quello della Protezione civile, cui si dedicò con tutto sé stesso fino a quando si ammalò per la prima volta.

Da quel momento, pur continuando nelle attività, rimase un po’ più vicino a casa, partecipando alle emergenze in occasione delle piene dei torrenti e del Po e collaborando con nuclei di ricerca cinofili locali.

«Ci stringiamo alla famiglia – dice Andrea Maestri, che è ora a capo del Gruppo Alfa di Prociv di Calestano – Se ne va una figura per noi importante. Oltre che fondatore del gruppo Alfa di Calestano, fu elemento di spicco del coordinamento Prociv di Parma e operativo in molte emergenze in tutta Italia negli anni ‘90 e 2000».

Rossi lascia i due figli, Sara e Simone, e tre nipoti. Commosso il ricordo della figlia Sara: «Era incredibile la sua passione per il volontariato, il suo esserci sempre in qualsiasi momento per la Protezione civile. Una passione che mio papà è riuscito a trasmettere anche a me e a mio marito che per anni ci siamo dedicati al volontariato, fino a che, coi bimbi piccoli, abbiamo dovuto alleggerire il nostro impegno».

Rossi si era ammalato la prima volta di tumore 15 anni fa, ma dopo le cure si era ripreso bene; qualche mese fa poi il male si è ripresentato e questa volta non gli ha dato scampo.

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