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Sorbolo

Addio ad Augusto Sartori: fondò l'Avis

05 marzo 2019, 06:00

Addio ad Augusto Sartori: fondò l'Avis

CRISTIAN CALESTANI

SORBOLO MEZZANI La prima donazione che fece, nel 1957, era ancora di quelle dirette, dal braccio del donatore a quello del ricevente. Un gesto, quello di donare il proprio sangue, che Augusto Sartori, sorbolese scomparso ad 81 anni, ha poi ripetuto fino alle 150 donazioni nel corso della sua vita, sempre con lo spirito di compiere qualcosa per gli altri e fino al punto di portarlo ad affermare, per ridere con gli amici: «Ho l’avisite».

Nato a Sorbolo l’8 giugno del 1937, Sartori compì la prima donazione appena ventenne all'ospedale di Parma, il 10 di novembre del 1957. Fece parte di quel gruppo di sorbolesi che, sempre negli anni ‘50, si organizzò per garantire le trasfusioni alla bambina sorbolese Mariella Berselli, ricoverata all’ospedale di Pavia per combattere la leucemia. Da quella grande prova di generosità mosse poi i primi passi l’Avis di Sorbolo, che fu fondata ufficialmente nel 1962. In prima fila c’era proprio Sartori. Al suo fianco don Felice Cavalli, il dottor Mimmi Fochi e poi ancora Arialdo Malpeli, Lino Bercini, Mario De Carli e Riccardo Riccardi.

Sartori ha continuato a donare ininterrottamente per cinquant’anni, fino al 2007, ottenendo la croce d’oro per le 90 donazioni e arrivando a compiere, nel complesso, 150 donazioni che, nel tempo, gli sono valse tanti altri riconoscimenti avisini. Si è impegnato attivamente anche all’interno dell’organigramma dirigenziale dell’Avis, ricoprendo l’incarico di presidente della sezione di Sorbolo per una decina d’anni, tra la metà degli anni ‘70 e la metà degli anni ‘80, e di consigliere provinciale, nel corso degli anni ‘80. Anche successivamente è sempre rimasto molto vicino all’attività dell’Avis sorbolese, tanto da essere uno dei primi sostenitori dell’operazione che portò l’associazione all’acquisizione del terreno sul quale è poi avvenuta, di recente, l’espansione e l’ammodernamento dell’attuale sede. «Era instancabile, un vero trascinatore. Era di una generosità infinita e molto attento all’ordine e alla pulizia della sede», ricordano oggi con affetto dirigenti e soci.

Sartori fu apprezzato anche sul luogo di lavoro. Ricoprì gli incarichi di responsabile della catena di montaggio e di responsabile del reparto acquisti della storica azienda sorbolese di elettrodomestici «La Sovrana».

Lascia la moglie Adua Ferrari, con la quale ebbe il figlio Roberto, giovane musicista scomparso prematuramente a soli 24 anni nel 1989 in seguito a un incidente stradale e al quale, lo scorso ottobre, è stata intitolata la nuova sala della musica del Centro giovani di via XXIV Maggio a Sorbolo.

Il funerale di Augusto Sartori sarà celebrato questo pomeriggio alle ore 14.15 partendo, in auto, dall’abitazione in via Benassi 8 a Sorbolo, per poi raggiungere la chiesa parrocchiale dei santi Faustino e Giovita.

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