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Lutto

Addio a Ermete Bernardi, «Gramigna» guareschiano

08 marzo 2019, 06:00

Addio a Ermete Bernardi, «Gramigna» guareschiano

LORENZO SARTORIO

Il suo nome, o meglio il suo soprannome, è stato legato ad una parte importante di quello che sarebbe in futuro diventato quello stupendo e umanamente immenso «Mondo piccolo», il pianeta della brava gente, ideato da Giovannino Guareschi. Ermete Bernardi, il popolare «Gramigna», ossia l'ultimo della classe della maestra Lina Maghenzani Guareschi, indimenticata madre dell'autore dell'inarrivabile serie «Peppone e Don Camillo», è scomparso nei giorni scorsi all'età di 92 anni vissuti all'insegna di quella saggia cultura contadina e di quella autenticità guareschiana che lo hanno reso una gran bella persona.

Ermete Bernardi, classe 1926, fondatore dell'omonima azienda agricola in via Budellungo ubicata nel podere «Fontana» dove i genitori di Ermete, Cesare e Dusolina, giunsero nel lontano 1921, fu alunno, nella scuola elementare di Marore, della mitica maestra Lina Maghenzani che Giovannino ricordò nelle stupende pagine dei suoi libri dandole le sembianze della «signora maestra», uno dei più amabili personaggi del «Mondo piccolo».

Ermete, non fu uno scolaro modello, anzi, fu uno dei più indisciplinati, tant'è che la signora maestra in più occasioni ebbe modo di tirargli gli orecchi come quella volta che, alle prese con un problema che non riusciva proprio a risolvere, decise di scappare dalla finestra della scuola, dileguandosi per i campi che confinavano con la sua casa. E allora ci fu un vero e proprio inseguimento. La tosta maestra si accorse della fuga dello scolaro e si mise alle calcagna del monello che afferrò per il bavero riconducendolo in aula mentre un estroso giovanotto, nel cortile della scuola, rincuorò il ragazzino facendolo giocare con un motorino a scoppio di sua costruzione. Quel giovanotto, dagli occhi che sprigionavano scintille di simpatia era lui, Giovannino Guareschi, che a quei tempi abitava con mamma Lina e papà Primo Augusto nella scuola di Marore dove insegnava la mamma.

«Gramigna», deliziosa scultura bronzea, opera dello scultore Luigi Froni che campeggia sulla tomba della maestra Lina Maghenzani Guareschi nel cimitero di Marore, fu voluta proprio da Giovannino per rendere un omaggio all'ultimo, o meglio, agli ultimi dalla classe e, quel bimbetto dallo sguardo birichino con borsa a tracolla e fionda in tasca, ormai da tanti anni, fa compagnia alla sua maestra. Ricordi indelebili che Ermete non ha mai cancellato. In un'intervista rilasciata nel 2012 alla Gazzetta alla domanda del cronista se era proprio lui «Gramigna», Ermete rispose: «lo eravamo un po' tutti. A quei tempi andava male, molti di noi appartenevano a famiglie bisognose come la mia e gli studi ci andavano un po' stretti. Ci piaceva stare all'aria aperta e, alla penna, preferivamo la vanga ».

Ermete, nonostante le iniziali avversità agli studi, proseguì ancora qualche anno, poi il servizio militare in Aeronautica, prima a Catania poi a Milano. E, proprio a Milano, Bernardi incontrò più volte Giovannino Guareschi allora giornalista affermato che non si dimenticò mai di quel bimbetto irrequieto. Come non se ne dimenticò la sua maestra che, pochi anni prima della morte, inviò una commovente lettera alla famiglia Bernardi che Ermete conservava gelosamente tra le cose più care. Legatissimo alla moglie Tina, provetta rezdora, alle figlie Silvia e Anna e agli adorati nipoti, Ermete, fu un agricoltore di razza, gelosissimo del suo enorme vigneto dal quale ricavava tante qualità di vini pregiati che, un tempo, i loggionisti del Regio andavano a ritirare per poi brindare nei palchi accompagnando bicchieri di malvasia e lambrusco al «sigòlli e ai pevrón mac» che Ermete preparava con l'aceto di sua produzione.

Quell'alunno discolo di tanti anni fa è morto in una tiepida giornata di marzo con la sua campagna trapuntata di profumate violette che «Gramigna» era solito depositare sulla tomba della sua maestra. Monello sì, ma dal cuore d'oro. Indimenticabile e caro «Gramigna». I funerali si svolgeranno oggi alle 13.45 partendo dalla Sala del Commiato di viale Villetta per la chiesa di Marore, quindi per il cimitero locale dove Ermete riposerà per sempre accanto alla sua maestra.

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