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A Sorbolo

Confiscati gli immobili della 'ndrangheta

13 marzo 2019, 06:02

Confiscati gli immobili della 'ndrangheta

Luca Pelagatti

Centoquarantesei immobili di ogni tipo, in buona parte sparsi per il territorio di Sorbolo, oltre a quattro società di capitali. Per un controvalore da fare tremare i polsi: undici milioni di euro. E' arrivato nelle scorse ora l'ultimo atto del processo Aemilia che ha colpito la 'ndrina Grande Aracri. E si tratta di una conclusione che ha azzoppato, dal punto di vista economico, l'organizzazione. Quella di ieri, infatti, dopo il sequestro dei mesi scorsi, è la confisca. E questo significa che i beni, da ora e per sempre, sono passati a fare parte del patrimonio dello Stato.

Una confisca che tra beni mobili e immobili - capannoni, appartamenti, società e pure un intero parco di camion - raggiunge un valore complessivo di 40 milioni di euro appartenuti ad esponenti della cosca della 'ndrangheta riconducibile a Nicolino Grande Aracri. A portare a termine l'intervento sono stati i finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Cremona in collaborazione con le fiamme gialle del comando provinciale di Crotone che hanno seguito tutta la vicenda fino alla condanna definitiva degli esponenti della cosca che si erano stabilii nelle zona a cavallo tra Lombardia ed Emilia. Compresa, appunto, la nostra provincia.

«In particolare l'intervento ha riguardato diversi edifici a Sorbolo - hanno sottolineato i responsabili delle Fiamme gialle di Cremona che hanno spiegato come ora questi beni verranno utilizzati dalla collettività. - Ad esempio, sono stati confiscati 50 automezzi, compreso un intero parco di autoarticolati di una società di autotrasporti del reggiano. Parte degli immobili e delle autovetture è stata posta a disposizione delle forze di polizia, mentre gli autoarticolati sono stati consegnati ai vigili del fuoco per le proprie attività istituzionali».

Proprio la stessa procedura che ha riguardato 13 appartamenti di via Montefiorino – con 10 garage, una cantina ed un locale tecnico – che da adesso saranno a disposizione della Guardia di finanza come alloggi e foresteria per il proprio personale. Non solo: a Sorbolo sono almeno altre ventisette le unità immobiliari confiscate che dovrebbero essere destinate come alloggi di edilizia sociale una volta terminati i lavori di adeguamento». Per ribadire l'importanza diquesti interventi contro la criminalità organizzata nello scorso mese di dicembre era arrivato a Sorbolo anche il ministro degli Interni Matteo Salvini. Adesso invece, con molto meno clamore, è stata la volta degli uomini della Finanza che in una prima fase, dopo le sentenze, avevano avuto in affidamento gli edifici e i vari beni. Da ieri invece questo tesoro è confluito nelle casse dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Il nome è lungo e impegnativo ma si può riassumere facilmente. Significa che sono tornati a tutti noi.

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